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Ascoltare, rassicurare, incoraggiare. C’è un ruolo che è diventato fondamentale in questa emergenza sanitaria: una voce amica per chi è malato di tumore e si sente ancora più solo e abbandonato di prima. Ce lo racconta Paolo Andreotti, assistente sociale di LILT, ogni giorno puntualmente nel suo ufficio, nonostante tutto.

“Ricevo chiamate, controllo le segnalazioni, mi relaziono coi colleghi dell’ospedale per rispondere alle nuove richieste e garantire continuità ai servizi per i pazienti oncologici grandi e piccoli – spiega Andreotti -. Il mio lavoro non è cambiato, si è solo modificato perché utilizzo di più il telefono e la posta elettronica. Ma, se c’è bisogno, presto anche assistenza a domicilio, visito le Case del cuore per controllare che non manchi nulla e consegno i pacchi alimenti. Con guanti e mascherina, naturalmente.

Dagli assistiti registro preoccupazione e angoscia perché si sentono ancora più vulnerabili per la loro condizione di malati. Hanno paura di perdere anche il nostro aiuto ma non lo perderanno mai. Noi ci siamo”.

Da sempre l’Istituto dei Tumori di Milano è il punto di riferimento per i malati di tutta Italia. Ma oggi è diventato molto difficile raggiungere l’ospedale dalle altre regioni, anche per chi si muove per motivi di salute. “Ho appena aiutato il padre di una ragazza siciliana, in cura oncologica da un anno, che doveva iniziare un nuovo ciclo di chemioterapia. Era preoccupatissimo perché i voli su Milano sono stati ridotti e i prezzi dei biglietti sono andati alle stelle. Come LILT abbiamo contribuito a rendere possibile il viaggio alla figlia che ha potuto fare la terapia pianificata”.

Anche se con sforzi maggiori e costi supplementari rispetto all’ordinario, LILT continua a garantire ai suoi assistiti anche l’accompagnamento alle terapie e la consegna dei presidi sanitari, come sedie a rotelle, deambulatore o materasso antidecubito.

Per info sui servizi per i malati oncologici: tel. 02.4952.1212

Per contattare un assistente sociale LILT: tel. 02.49521218


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17 marzo 2020