Intelligenza artificiale e mammografia: a che punto siamo? 

4 min lettura • L'esperto risponde • A cura di Cinzia Testa • Ultimo aggiornamento:
Intelligenza artificiale e mammografia: a che punto siamo? 

Dalla sperimentazione all’impiego nei nostri ambulatori: come l’intelligenza artificiale sta entrando nella lettura delle mammografie e cosa cambia per radiologi e donne. 

Ospedali gestiti da robot, il palmo della mano appoggiato a un macchinario simile a un computer per una prima diagnosi in un pronto soccorso virtuale. Sono notizie che arrivano nelle nostre case, che inquietano all’idea di non avere più un rapporto diretto con un medico. Non può quindi che creare titubanze e resistenze, almeno psicologiche, l’arrivo dell’intelligenza artificiale in ambito ospedaliero, e in particolare nella diagnostica per immagini. Da qui, l’avvio di studi importanti che hanno cambiato l’approccio a questa che oggi viene definita a tutti gli effetti una nuova opportunità, perché, dati alla mano, offre strumenti innovativi a supporto dei professionisti.  

Questo vale anche per quanto riguarda la mammografia. Nel caso di questo esame, importante per la diagnosi precoce del tumore al seno, l’AI può affiancare il radiologo nella lettura degli esami, contribuendo a individuare più facilmente alcuni segnali che meritano attenzione.  E le donne accettano questa nuova modalità di mammografia, una combinazione positiva di competenze ed esperienza dei professionisti e di innovazione tecnologica. La prova? L’esperienza nella quotidianità degli ambulatori LILT, con l’introduzione dell’intelligenza artificiale.   

Di questo e di altro ci ha raccontato in occasione dell’apertura della campagna Nastro Rosa, Gianfranco Scaperrotta, responsabile della Radiologia senologica dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Direttore Sanitario di LILT Milano Monza Brianza.

Dottor Scaperrotta, a che punto siamo con l’introduzione dell’intelligenza artificiale nella refertazione delle mammografie? 

Ci siamo impegnati concretamente su questo fronte. Durante la campagna Nastro Rosa dello scorso anno avevamo annunciato un investimento importante sull’intelligenza artificiale e abbiamo mantenuto quella promessa, avviando un percorso insieme al nostro Comitato scientifico e all’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. 

Siamo partiti da uno studio per noi molto importante, il MASAI, condotto in Svezia su oltre 105.000 donne. Lo studio ha mostrato che l’utilizzo dell’intelligenza artificiale a supporto della lettura delle mammografie può aumentare la capacità di individuare i tumori e ridurre i tumori cosiddetti “intervallari”, cioè quelli diagnosticati tra uno screening e l’altro. 

Questi risultati ci hanno spinto a proseguire il percorso e a introdurre questi sistemi nei nostri ambulatori, scegliendo la tecnologia che ritenevamo più adatta alla nostra realtà. 

Con la radiologa Cathrine De Pretto, abbiamo quindi iniziato una fase prospettica di studio a novembre 2025, coinvolgendo il nostro gruppo tecnico-scientifico, e abbiamo portato avanti questa sperimentazione fino a maggio di quest’anno. Dopo la validazione, l’intelligenza artificiale è stata introdotta nei nostri centri. 

Cosa è cambiato, concretamente, per il radiologo? 

A oggi abbiamo lavorato su circa 9.000 donne che hanno effettuato la mammografia con il supporto dell’intelligenza artificiale, sempre in associazione con la valutazione del radiologo. Abbiamo inoltre coinvolto circa 25 radiologi, ai quali è stato chiesto di valutare il sistema. Il 90% ha espresso un’opinione molto favorevole, in particolare rispetto a performance, accuratezza e sicurezza e alla possibilità di integrare l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro. Quello che mi preme sottolineare è che l’intelligenza artificiale non sostituisce il radiologo. Il punto centrale è proprio la collaborazione tra i due, l’AI rappresenta un supporto alla lettura, mentre la responsabilità della valutazione rimane del medico. 

Nella nostra esperienza, non abbiamo riscontrato casi in cui l’intelligenza artificiale abbia segnalato come negativo un esame che richiedeva invece ulteriori approfondimenti, quindi falsi negativi. È questo l’aspetto che ci interessa maggiormente, perché la sicurezza del percorso diagnostico rimane la priorità. Abbiamo riscontrato alcuni falsi positivi, un aspetto previsto nell’utilizzo di questi sistemi, ma che può essere gestito attraverso ulteriori valutazioni da parte del radiologo.

E per le donne?

Abbiamo scelto di indicare chiaramente nei nostri referti che la mammografia è stata valutata anche con il supporto di un software di intelligenza artificiale. Per noi era importante essere trasparenti e lasciare spazio a eventuali dubbi, perplessità o domande. Mi aspettavo anche qualche lamentela o richiesta di chiarimento. A oggi, invece, non abbiamo ricevuto segnalazioni negative da parte delle donne. È difficile naturalmente interpretare questo dato, ma posso dire che, almeno nella nostra esperienza, l’introduzione dell’intelligenza artificiale non ha generato preoccupazioni o un dibattito negativo da parte delle pazienti.

I radiologi cosa ne pensano dell’utilizzo dell’AI nella lettura delle mammografie? 

Le opinioni sono diverse. Una parte dei radiologi è entusiasta del sistema, mentre un’altra mantiene alcune perplessità, soprattutto rispetto alla necessità di governare con attenzione questo processo. Personalmente, quando devo refertare una mammografia e so di avere anche una seconda lettura da parte dell’intelligenza artificiale, mi sento rassicurato. Può essere un supporto importante per ridurre il rischio di errore, anche perché siamo esseri umani, possiamo essere stanchi, distratti o avere una giornata meno performante. Per me, sapere di avere questo ulteriore supporto significa avere una sorta di secondo paio di occhi. Ma è importante ribadire che l’intelligenza artificiale lavora insieme al radiologo, non si tratta di sostituire la competenza e la responsabilità del medico, ma di mettergli a disposizione uno strumento in più.

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L’intelligenza artificiale è il nuovo alleato della prevenzione del tumore al seno per una diagnosi precoce più accurata e tempestiva. Ti aspettiamo nei nostri ambulatori.

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Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.