Molte persone evitano deodoranti e antitraspiranti per il timore che possano aumentare il rischio di tumore al seno. Le prove scientifiche, tuttavia, raccontano una storia diversa.
Da anni circola l’idea che deodoranti e antitraspiranti possano aumentare il rischio di tumore al seno. Il sospetto nasce dal fatto che questi prodotti vengono applicati vicino ai linfonodi ascellari e al tessuto mammario e contengono ingredienti come sali di alluminio e, in passato, parabeni che possono interferire con le cellule del seno. Ma quanto c’è di vero in questa convinzione? Analizzando le evidenze scientifiche disponibili emerge un quadro molto diverso da quello spesso raccontato sui social media e nei passaparola online.
Da dove nasce il mito?
L’ipotesi di un possibile collegamento tra deodoranti e tumore al seno si basa principalmente su due argomentazioni: la presenza di composti dell’alluminio negli antitraspiranti e la presenza, in alcuni prodotti del passato, di parabeni con attività simile agli estrogeni. Poiché alcuni tumori mammari sono influenzati dagli ormoni estrogeni, si è ipotizzato che queste sostanze potessero favorire la comparsa della malattia.
Sali di alluminio e parabeni, facciamo chiarezza
Prima di puntare il dito verso determinate sostanze è utile chiarire cosa sono e qual è il loro ruolo.
I sali di alluminio sono derivati dall’alluminio e utilizzati da oltre mezzo secolo come ingrediente attivo degli antitraspiranti. Quado si applicano, ad esempio sotto le ascelle, accludono parzialmente i dotti delle ghiandole sudoripare ostacolando la quantità di sudore che raggiunge la pelle. I sali di alluminio svolgono anche l’azione di antimicrobici, quindi contrastano la proliferazione dei batteri sulla pelle, responsabili del cattivo odore.
I sali di alluminio, in grandi quantità, possono essere tossici, ma la dose contenuta negli antitraspiranti è molto bassa, inferiore rispetto a quella che possiamo assumere dall’alimentazione.
I parabeni, invece, sono dei conservanti con proprietà antimicrobiche e antifungine usati principalmente nei cosmetici, ma anche nei farmaci e in alcuni alimenti. La loro struttura molecolare è in parte simile a quella degli estrogeni naturali (come l’estradiolo), da qui l’infondata preoccupazione che potessero legare i recettori degli estrogeni ed essere implicati nella genesi del tumore al seno. Sebbene possano simulare gli estrogeni, la loro potenza è migliaia di volte inferiore rispetto a quella degli estrogeni prodotti dall’organismo umano e non vi è alcuna evidenza scientifica che dimostri il loro ruolo nel rapporto di causa-effetto con lo sviluppo del tumore della mammella.
Assenza di evidenze scientifiche solide
Se esistesse un nesso causale tra sali d’alluminio e parabeni con il tumore al seno, avremmo a disposizione numerosi studi epidemiologici che lo dimostrano. Invece, i pochi lavori che ipotizzano una correlazione, presentano limiti metodologici tali da non consentire conclusioni affidabili.
Le principali organizzazioni oncologiche internazionali, tra cui il National Cancer Institute (NCI) e l’American Cancer Society (ACS), concordano nel ritenere che non esistano evidenze scientifiche solide in grado di associare l’uso di deodoranti o antitraspiranti all’insorgenza del tumore della mammella. Gli studi epidemiologici condotti negli ultimi decenni, compresi quelli che hanno confrontato donne affette da carcinoma mammario con donne sane, non hanno rilevato un aumento significativo del rischio associato all’impiego di questi prodotti, nemmeno in caso di utilizzo regolare e prolungato.
Anche le ipotesi relative ai sali di alluminio non hanno trovato conferma nelle evidenze disponibili. Sebbene alcuni studi abbiano rilevato tracce di alluminio nel tessuto mammario, tali riscontri non dimostrano un rapporto di causa-effetto, poiché l’esposizione a questo elemento deriva da molteplici fonti ambientali e alimentari. È bene ricordare che l’uso del rasoio o della ceretta, può causare microlesioni alla pelle, ma questo non espone il soggetto a un assorbimento dei sali di alluminio ritenuto pericoloso per la salute, bensì a un maggior rischio di infezioni.
In linea con queste conclusioni, anche la Breast Cancer Research Foundation include l’uso di deodoranti e antitraspiranti tra i fattori che, sulla base delle conoscenze attuali, non risultano associati a un aumento del rischio di tumore mammario.
Perché il mito continua a diffondersi?
La persistenza di questa convinzione è legata a diversi fattori.
Ancora oggi molte persone manifestano paure e timori verso sostanze chimiche percepite come “artificiali”, mentre tendono a considerare più sicuri i prodotti etichettati come “naturali”. Si tratta tuttavia di una semplificazione che non trova riscontro nella realtà: una sostanza non è sicura o pericolosa in base alla sua origine, ma in funzione delle sue caratteristiche, della dose e delle modalità di esposizione.
Purtroppo, sui siti web, blog e social network continuano a diffondere informazioni sbagliate, prive di fondamento scientifico, che vengono presentate come una verità consolidata, alimentando paure e convinzioni difficili da sradicare.
Affidarsi, infatti, a fonti non autorevoli, ha come conseguenza il confondere un’ipotesi scientifica con una prova scientifica. È proprio qui che entra in gioco il metodo scientifico. La scienza non procede per intuizioni o convinzioni personali, ma attraverso un processo rigoroso di verifica delle ipotesi. Un singolo studio non è sufficiente per dimostrare un rapporto di causa-effetto: i risultati devono essere replicati, confermati da studi indipendenti, analizzati criticamente e inseriti nel contesto delle evidenze complessive disponibili. Solo quando dati provenienti da diverse ricerche convergono nella stessa direzione è possibile trarre conclusioni affidabili.
Avere fiducia nella scienza non significa considerarla infallibile. Significa riconoscere il valore del metodo con cui costruisce la conoscenza, corregge i propri errori e aggiorna continuamente le proprie conclusioni alla luce di nuove evidenze. È proprio questa capacità di mettersi costantemente alla prova che rende la scienza lo strumento più affidabile di cui disponiamo per comprendere la realtà e prendere decisioni informate sulla nostra salute.
Ph. Magnific
Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.