In occasione della campagna Nastro Blu, facciamo il punto sulle tappe fondamentali della prevenzione dei tumori maschili insieme a Giuseppe Procopio, Direttore del Programma Prostata dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Dopo prenoto. Sto bene perché devo controllarmi. Sono ancora giovane. Non ho disturbi. Eccole, alcune delle frasi tipiche degli uomini, quando si tratta della loro salute. Ci sta, dunque, che il mese di novembre sia declinato al maschile, il mese blu per l’appunto. L’obiettivo? Stimolarli ad essere più attenti, a sottoporsi a quei check utili per una corretta prevenzione di alcune importanti forme oncologiche maschili. E questo a qualsiasi età, come ci spiega Giuseppe Procopio, Direttore del Programma Prostata e dell’Oncologia medica Genitourinaria, Fondazione IRCCS Istituto Nazionale dei Tumori di Milano.
Dottor Procopio, è vero che una corretta prevenzione inizia da piccoli?
Certo. È fondamentale insegnare ai bambini le basi dell’igiene intima. Questo serve per prevenire infezioni e infiammazioni croniche, che sono tra i principali fattori di rischio biologici per il tumore del pene. L’altra strategia preventiva efficace è la vaccinazione contro il Papilloma virus (HPV) che dovrebbero effettuare anche i maschi a partire dai dodici anni di età. Se ne parla ancora troppo poco, ma ad esempio, nel caso degli uomini, evita il 50% dei tumori del pene.
L’autopalpazione per lui, esiste davvero oppure è una fake?
Esiste. Adottando le regole di una corretta igiene intima, il bambino impara a conoscere la zona intima, i genitali. L’autopalpazione testicolare è il gradino successivo, Si esegue circa una volta al mese, a partire dalla pubertà. Il momento migliore è dopo la doccia calda, perché il muscolo e la pelle dello scroto sono completamente rilassati. L’autopalpazione fa sì che si possano individuare tempestivamente eventuali cambiamenti e parlarne il prima possibile col medico.
Quali sono i cambiamenti che devono mettere in allerta?
Una tumefazione che cambia il profilo del testicolo senza in genere provocare dolore, può essere un segnale di tumore. Il cancro ai testicoli è la forma più diffusa tra gli uomini tra i 20 e i 40 anni, con una probabilità di guarigione superiore al 90%. Prima di iniziare le cure, si consiglia di conservare un campione di seme in una banca dedicata, così da mantenere aperta la possibilità di diventare padre, ma non significa, però, che la fertilità venga compromessa per sempre. Dopo la chemioterapia, in genere si suggerisce di aspettare circa due anni prima di cercare una gravidanza in modo naturale e nella maggior parte dei casi, la capacità di produrre spermatozoi torna ai livelli precedenti alle cure. E non ci sono neppure particolari ripercussioni sulla mascolinità perché la produzione di testosterone, l’ormone maschile, generalmente non viene compromessa.
Gli anni passano e l’uomo compie 45 anni: cosa accade?
È il momento dell’esame del sangue per verificare il dosaggio del PSA e con i risultati, prenotare una visita urologica per controllare la salute della ghiandola prostatica. La visita prevede la palpazione della ghiandola e quindi un colloquio per evidenziare la presenza di eventuali fattori di rischio come la familiarità. Tutte le informazioni ottenute, insieme ai risultati del PSA e della visita medica, servono per impostare così un calendario di controlli ad hoc. Ricordiamoci sempre che il tumore alla prostata è la forma più diffusa tra gli uomini col trascorrere degli anni e che spesso non dà sintomi. Per questo, la prevenzione è basilare. Oggi fra l’altro nelle forme diagnosticate precocemente è possibile posticipare o addirittura evitare l’intervento chirurgico, grazie alla sorveglianza attiva, cioè a un programma di controlli ravvicinati che permette di tenere sotto controllo il tumore e intervenire tempestivamente in caso di evoluzione.
Fallo per la tua salute
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Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.