In occasione della Campagna Nastro rosa, lunedì 12 ottobre ci siamo dati appuntamento a Salotto Salute. Nel primo incontro della terza edizione il professore Alberto Testori ha parlato di prevenzione del tumore al seno ad ogni età.
Abbiamo un alleato prezioso per una diagnosi precoce più accurata e tempestiva ed è l’Intelligenza Artificiale. Ma…… Sì, c’è un “ma” e non riguarda le polemiche e i dibattiti su questa nuova tecnologia. Riguarda le donne. Perché la diagnosi precoce dipende innanzitutto da noi, dalla nostra volontà, da semplici controlli e da una conoscenza attenta del nostro corpo. Come ha raccontato al primo incontro di Salotto Salute 2026 organizzato da LILT Milano, Alberto Testori, Direttore della Chirurgia senologica di Humanitas Pio X, Direttore associato Breast Unit Humanitas Rozzano, Capo sezione di chirurgia toracica e senologo negli ambulatori LILT. A moderare l’incontro, la giornalista Francesca Senette.
Dai 25 ai 39 anni
Eseguire una prima visita senologica associata a un’ecografia mammaria ai 25 anni e poi proseguire dai 30 anni fino ai 40 anni con una ecografia mammaria da ripetere ogni 12 mesi. «Oggi sempre più giovani sono sensibilizzate sul tema della prevenzione», sottolinea il professor Testori. «Cresce l’attenzione ed è positivo: le ragazze si rivolgono al ginecologo, si sottopongono ai controlli indicati e chiedono quando sarà il momento giusto per iniziare a fare la mammografia. È un cambiamento culturale che si sta affermando soprattutto tra le nuove generazioni. Proprio per questo, credo che sarebbe importante introdurre già nelle scuole un percorso di educazione sanitaria, per promuovere la consapevolezza e far crescere una vera cultura della prevenzione. Se è presente invece una mutazione genetica, dai 25 anni è corretto eseguire l’ecografia mammaria ogni 6 mesi associata anche ad una risonanza magnetica con mezzo di contrasto ogni 12 mesi e anticipare la prima mammografia ai 35 anni».
Dai 40 ai 49 anni
La mammografia assume un ruolo fondamentale, abbinata all’ecografia mammaria. La ragione? Con l’età, il seno va incontro a cambiamenti: la componente ghiandolare tende progressivamente a ridursi, lasciando più spazio al tessuto adiposo. «La mammografia consente di studiare molto bene il tessuto adiposo, mentre l’ecografia mammaria è particolarmente utile per valutare la componente ghiandolare», chiarisce Testori. «Ecco perché, quando entrambi gli esami sono indicati, il loro utilizzo combinato può offrire una valutazione più completa della mammella».
Dai 50 in poi
I programmi di screening prevedono una mammografia da eseguirsi dai 50 ai 69 anni. «Qui è necessario verificare con la propria regione, in caso di adesione ai programmi nazionali, perché alcune regioni prevedono controlli mammografici annuali a partire dai 45 anni fino ai 49, quindi ogni due anni fino ai 69 anni e in talune regioni fino ai 74 anni», sottolinea Testori. «Sono controlli che vanno eseguiti da tutte le donne, per tenere sotto controllo la salute del seno. E in caso di dubbi, oppure se si preferisce rivolgersi ad altre realtà, è bene parlarne con lo specialista per impostare il calendario dei controlli». Sì anche alla mammografia dopo i 74 anni. almeno ogni due anni: la prevenzione non ha età.
A tutte le età
C’è una domanda che si pongono spesso le donne: serve l’autopalpazione? La risposta è sì. Non evita i controlli, cioè eco e mammografia, ma è un modo per conoscere il proprio seno. «Iniziare presto a prendere confidenza con il proprio seno e imparare a conoscerlo permette di accorgersi più facilmente di eventuali cambiamenti nel tempo», conclude Testori. «È importante, per esempio, osservare il seno allo specchio e verificare se compaiono modifiche nella forma o nella simmetria, retrazioni della pelle oppure cambiamenti del complesso areola-capezzolo. Sono segnali che meritano attenzione e che devono indurre a rivolgersi al medico, il quale valuterà gli eventuali accertamenti necessari». Il consiglio è di effettuare l’autopalpazione dal settimo al quattordicesimo giorno dall’inizio del ciclo, quando il seno tende a essere meno teso e dolente per effetto delle variazioni ormonali.
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Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.