Pressione arteriosa: sai davvero come si misura?

6 min lettura • Salute e Benessere • A cura di Martina Morandi • Ultimo aggiornamento:
Pressione arteriosa: sai davvero come si misura?

Dalla differenza tra massima e minima alle indicazioni per una corretta misurazione: tutto quello che c’è da sapere per prendersi cura della salute cardiovascolare.

Prendersi cura della propria salute significa anche conoscere e tenere sotto controllo i fattori che possono aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Tra questi, la pressione arteriosa occupa un ruolo importante: quando è troppo alta e non viene riconosciuta o controllata, può danneggiare nel tempo il cuore e i vasi sanguigni. 

In occasione della Giornata Mondiale del Cuore, che si celebra il 29 settembre, ricordiamo l’importanza di conoscere e monitorare la pressione arteriosa. Ma che cos’è esattamente? Quali valori indicano un possibile problema? E come possiamo misurarla correttamente? Ecco cosa sapere per tenere sotto controllo la salute del cuore. 

Che cos’è la pressione arteriosa

Nel parlare comune la chiamiamo “pressione sanguigna”, ma quella che misuriamo è la pressione arteriosa, ovvero la forza con cui il sangue, pompato dal cuore, esercita una pressione sulle pareti delle arterie, i vasi che trasportano il sangue in tutto l’organismo. 

La pressione arteriosa è un importante indicatore della salute del sistema cardiovascolare. Per funzionare correttamente, infatti, il cuore e i vasi sanguigni devono lavorare in equilibrio. Quando la pressione è troppo alta o troppo bassa e questa condizione si mantiene nel tempo, può aumentare il rischio di problemi a carico del cuore e dei vasi sanguigni. 

La massima e la minima 

I valori della pressione arteriosa sono espressi da due numeri che riflettono due momenti diversi dell’attività cardiaca. La pressione sistolica o massima è il valore più alto che viene misurato e corrisponde al momento in cui il cuore si contrae e spinge il sangue nelle arterie (sistole). La pressione diastolica o minima è il valore più basso che viene registrato e indica la pressione presente nei vasi quando il cuore si rilassa, ovvero quando termina lo svuotamento e inizia la fase di riempimento delle cavità cardiache (diastole). 

Entrambi i valori sono importanti e definiscono lo stato di salute dell’appartato cardiovascolare, anche solo un’alterazione di uno dei due valori può indicare un segnale di rischio.  

Si considerano normali, per un soggetto adulto, valori compresi tra 120 e 129 mm/Hg per la pressione massima e fra 80 e 84 mm/Hg per la minima.  

Quando i valori sono uguali o superiori a 140/90 mmHg si parla invece di ipertensione. Questa condizione va assolutamente valutata e seguita dal medico, in quanto è probabile che il sangue stia esercitando una forza eccessiva sulle pareti delle arterie, costringendo il cuore a lavorare più del dovuto. 

Anche valori troppo bassi, pressione massima inferiore a 90mm/Hg e pressione minima inferiore a 60 mm/Hg richiedono approfondimenti da parte del medico.  

Misurare la pressione: tutto quello che serve sapere 

Misurare la pressione non è solo responsabilità del medico, ma può essere utile misurarla anche a casa per tenere monitorata la salute del cuore. Si stima infatti che il 31% della popolazione adulta italiana è ipertesa e circa un terzo non ne è consapevole. 

Il motivo è semplice: l’ipertensione non dà sintomi evidenti per molti anni, nel mentre danneggia i vasi sanguigni e gli organi vitali come cuore, cervello e reni. Per questo viene definita un “killer silenzioso”. Ce ne si accorge quando compaiono complicanze, a volte anche gravi.  

Ecco perché misurare periodicamente la pressione arteriosa, soprattutto in presenza di fattori di rischio per l’ipertensione, come sovrappeso, obesità, sedentarietà, consumo eccessivo di sale, fumo, alcol e familiarità, è uno dei modi più semplici per intercettare la malattia.  

Esistono tipi diversi di apparecchiature per misurare la pressione. La Società Italiana dell’Ipertensione Arteriosa (SIIA) suggerisce quelli automatici o semiautomatici da braccio, perchè più semplici da utilizzare, purché siano validati e quindi affidabili. Un elenco dei dispositivi validati è disponibile al sito STRIDE BP, una organizzazione scientifica internazionale non profit di esperti in ipertensione.    

Prima di misurarsi la pressione è bene tenere presente le seguenti semplici raccomandazioni: 

  1. Il paziente dovrebbe essere rilassato, in un ambiente tranquillo, con temperatura confortevole da almeno cinque minuti. 
  1. Non si dovrebbe assumere bevande contenenti caffeina nell’ora precedente, né aver fumato da almeno un quarto d’ora. 
  1. Il paziente non dovrebbe parlare durante la registrazione. 
  1. Svuotare la vescica prima della misurazione.  
  1. Le dimensioni del bracciale di gomma devono essere adattate alla dimensione del braccio del paziente. Nel caso di bambini o di adulti molto magri, è necessario utilizzare bracciali di dimensioni minori di quelle standard, mentre nel caso di persone molto robuste o di pazienti obesi, il bracciale dovrebbe avere una lunghezza e larghezza superiore, possibilmente di forma tronco-conica. 
  1. La postura può incidere sulla rilevazione dei parametri. È bene quindi sedersi con la schiena appoggiata allo schienale, tenere i piedi appoggiati a terra (senza accavallare le gambe) e appoggiare il braccio su un tavolo, all’altezza del cuore. Il bracciale deve essere posizionato direttamente sulla pelle, all’altezza tra la piega del gomito e l’ascella, e il braccio deve rimanere rilassato e non teso.  
  1. La prima volta è consigliabile misurare la pressione su entrambe le braccia e utilizzare, in seguito, il braccio che mostra valori più alti. 
  1. Per ogni sessione di misurazione pressoria è bene eseguire due rilevazioni ravvicinate a distanza di circa 1 minuto una dall’altra; qualora le due rilevazioni differiscano di molto (per convenzione più di 5 mmHg), si procederà ad una terza rilevazione. 

Come prevenire l’ipertensione 

Nella maggior parte dei casi, l’ipertensione è legata a uno stile di vita poco salutare. Per questo è importante, fin dalla giovane età, adottare alcune semplici abitudini che aiutano a mantenere la pressione arteriosa entro valori desiderabili. 

Seguire un’alimentazione sana, in particolare: 

  • limitare il consumo di sale. Ridurre l’apporto quotidiano di circa 5 grammi può contribuire ad abbassare la pressione arteriosa di circa 5 mmHg. Per le esigenze dell’organismo è sufficiente il sale già naturalmente presente negli alimenti;  
  • mangiare più frutta e verdura, ricche di potassio, un minerale che contribuisce a mantenere la pressione arteriosa sotto controllo;  
  • moderare le quantità di cibo, evitando di mangiare più del necessario;  
  • limitare il consumo di caffè.  

Praticare regolarmente attività fisica. Un’attività di moderata intensità, come camminare a passo svelto per almeno 150 minuti a settimana, aiuta a mantenere la pressione arteriosa entro valori favorevoli. 

Non fumare. Smettere di fumare o non iniziare a farlo contribuisce a proteggere il cuore e i vasi sanguigni e a ridurre il rischio cardiovascolare. 

Limitare il consumo di alcol. Un consumo eccessivo di bevande alcoliche può contribuire ad aumentare la pressione arteriosa e, nel tempo, danneggiare cuore e vasi sanguigni.  

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Ph. Magnific

Martina Morandi

Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.