Le trappole della nicotina che conquistano i giovani

5 min lettura L'esperto risponde A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
Le trappole della nicotina che conquistano i giovani

Fumo duale, sigarette elettroniche e nuove forme di dipendenza da nicotina: i dati più recenti e i rischi per i giovani nell’analisi di Silvano Gallus, Istituto Mario Negri.

Dual use, fumo duale in italiano. Che cosa significa? Fumare due sigarette in contemporanea? No. Significa alternare sigarette tradizionali e altre modalità, come sigarette elettroniche, il tabacco riscaldato, per citarne solo due. Già, perché continuano ad emergere nuovi prodotti, fatti apposta per ingannare nuove fasce di popolazione, sempre più giovani. Un tema scottante e, soprattutto, una vera e propria emergenza che non si può più ignorare. Se ne parlerà in modo approfondito nel corso di ECToH, European Conference on Tobacco or Health, a Milano dal 20 al 22 maggio. Qui ne parla Silvano Gallus, responsabile del Laboratorio di Ricerca sugli Stili di Vita dell’Istituto Mario Negri di Milano e Presidente della Commissione Scientifica dell’edizione milanese di ECToH.

Dottor Gallus, cosa si sa oggi sul fumo duale?

Sappiamo che in Italia più dell’80% dei consumatori di sigarette elettroniche fa un uso duale. Questo, anche sulla base di informazioni non veritiere. L’industria del tabacco e l’industria anche delle sigarette elettroniche, quindi della nicotina, ci hanno raccontato e continuano a raccontare, che la sigaretta elettronica fa molto meno male rispetto alle sigarette tradizionali. Addirittura che le sigarette elettroniche siano il 95% meno pericolose delle sigarette tradizionali. Ma oggi grazie agli studi cominciamo ad avere più informazioni sui danni per la salute. Una revisione sistematica aggiornata al 2026, appena pubblicata, ha analizzato tutta la letteratura scientifica disponibile sull’argomento, includendo 124 studi che hanno valutato il rischio legato al consumo di sigarette elettroniche rispetto alle sigarette tradizionali. Le patologie prese in esame riguardano soprattutto il breve e medio termine: infarto, malattie cardiovascolari, ictus, asma, BPCO (broncopneumopatia cronico-ostruttiva), malattie del cavo orale e patologie metaboliche. Da questa revisione è emerso che, nei consumatori di sigarette elettroniche, il rischio risulta ridotto di circa il 25-30% rispetto ai fumatori di sigarette tradizionali. Si tratta quindi di una possibile riduzione del rischio, anche se sono necessari ulteriori studi per confermare questi dati. In ogni caso, ciò che emerge è che la diminuzione del rischio appare piuttosto limitata.

C’è poi un aspetto ancora più preoccupante: lo stesso studio ha evidenziato che i cosiddetti consumatori “duali”, cioè le persone che utilizzano contemporaneamente sigarette elettroniche e sigarette tradizionali, presentano un aumento del rischio del 30-35% per tutte queste patologie. Infine, alcuni studi dimostrano che anche l’aerosol delle sigarette elettroniche senza nicotina non è innocuo. Contiene infatti metalli pesanti: per esempio il nichel è presente in quantità fino a quattro volte superiori rispetto alle sigarette tradizionali. Non a caso molte persone asmatiche non riescono a svapare e spesso non tollerano nemmeno di stare vicino a chi svapa.

Non abbiamo parlato di danni a lungo termine: Si sa qualcosa dell’associazione tra sigarette elettroniche e il rischio di tumore?

Su questo argomento le evidenze scientifiche sono ancora relativamente limitate e di difficile interpretazione. Per esempio, nei consumatori duali è difficile distinguere gli effetti attribuibili al fumo di sigarette tradizionali da quelli legati all’uso della sigaretta elettronica. Tuttavia, tra la dozzina circa di studi disponibili in letteratura, due meritano particolare attenzione. Il primo è uno studio coreano, su 4 milioni di coreani e 50 mila tumori del polmone. I ricercatori hanno scoperto che switchare, cioè passare dalla sigaretta tradizionale alla elettronica, non porta alcun vantaggio nel rischio di incidenza e mortalità del tumore del polmone. Il secondo è uno studio americano condotto su 5.000 casi di tumore del polmone e 30.000 controlli. Qui è stato evidenziato che i consumatori duali hanno un rischio quattro volte superiore rispetto a chi consuma sigarette tradizionali. Entrambi gli studi dunque portano a un’unica considerazione. La soluzione per proteggere la salute non è quella di passare a questi prodotti ma è quella di smettere di fumare. Fra l’altro, abbiamo dimostrato anche noi in Italia come questi prodotti non solo non sono efficaci per fare smettere, ma rappresentano un grande incentivo ad accendere la sigaretta tradizionale per giovani, giovanissimi che non hanno ancora iniziato a fumare.

Si comincia a parlare delle nicotine pouches. Ci racconta di cosa si tratta?

Sono simili alle bustine da tè, ma più piccole e contengono microcristalli o sali di nicotina ad alte dosi. Vengono poste in bocca tra gengiva e labbro e sprigionano nicotina nel cavo orale. È un prodotto nuovo, in commercio in Italia da tre anni al massimo, di cui sappiamo ancora molto poco per quanto riguarda i danni sulla salute. Sappiamo però che può creare una forma di dipendenza molto forte e che è molto diffuso in particolare tra i minorenni. Lo abbiamo verificato anche con un’indagine, condotta tra i giovani, finanziato da LILT nazionale, e coordinato da LILT Milano. Abbiamo coinvolto oltre 7.000 ragazzi tra gli 11 e i 17 anni, chiedendo se avessero consumato questo prodotto. È emerso che il 6% dei minorenni lo aveva già provato, mentre il 3% dichiarava di consumarlo almeno una volta al mese. Questo nel 2024, quando il prodotto era entrato da poco in commercio.  Il problema principale è l’elevata quantità di nicotina che può rilasciare, a cui si aggiunge un altro aspetto critico: la difficoltà di controllo. Un ragazzo che porta a scuola una sigaretta elettronica difficilmente la utilizzerà durante la lezione, mentre questi prodotti possono essere consumati molto più facilmente senza essere notati anche in classe.

A suo parere, quale può essere una modalità di comunicazione nei confronti dei giovani?

Dobbiamo far capire ai giovani che rischiano di essere vittime dell’ennesima strategia costruita sulla loro pelle. E questa consapevolezza dovrebbe partire soprattutto dalle ragazze, che oggi fumano e svapano spesso più dei loro coetanei maschi. Da loro dovrebbe nascere una forma di ribellione: la consapevolezza di essere stati bersaglio di strategie di marketing, influencer e campagne sui social. Dire “no” significa voler essere davvero artefici della propria libertà. Perché la nicotina è una vera e propria droga. Studi biochimici americani dimostrano che può creare una dipendenza persino superiore a quella di altre sostanze considerate più pesanti. Ed è proprio la nicotina che l’industria non abbandonerà mai, qualunque sia la nuova generazione di prodotti alternativi proposta sul mercato: senza nicotina, infatti, questo mercato non potrebbe reggere, nemmeno quello delle sigarette elettroniche.

ECToH, European Conference on Tobacco or Health,, si terrà a Milano dal 20 al 22 maggio. Nei prossimi giorni sul blog e i canali social di LILT Milano daremo spazio ai temi, agli esperti e alle evidenze scientifiche più rilevanti emerse dall’evento. Seguici per rimanere aggiornato.

Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.