Utensili da cucina: quali scegliere?

7 min lettura • Salute e Benessere • A cura di Martina Morandi • Ultimo aggiornamento:
Utensili da cucina: quali scegliere?

Legno, plastica, silicone, acciaio: non esiste un materiale perfetto. Scopriamo caratteristiche, vantaggi e accorgimenti per utilizzare gli utensili da cucina in sicurezza. 

Mestoli, taglieri, spatole: in legno, plastica, silicone o acciaio. C’è chi ne ha una vera e propria collezione, chi sceglie con cura il materiale più adatto e chi, invece, acquista il primo utensile che capita. Anche senza essere appassionati di cucina, però, conoscere le caratteristiche dei diversi materiali e sapere come utilizzarli correttamente può essere utile. 

A volte, infatti, basta un titolo allarmistico letto sul web per trasformare un oggetto di uso quotidiano in una potenziale minaccia per la salute. È quanto è accaduto nel 2024 con mestoli e spatole di plastica nera, dopo la pubblicazione di uno studio sulla rivista scientifica Chemosphere. Il lavoro, condotto da un gruppo di ricerca statunitense, aveva segnalato la presenza di ritardanti di fiamma – sostanze utilizzate per ridurre l’infiammabilità dei materiali o rallentare la propagazione del fuoco, tossiche per la salute umana – in alcuni utensili da cucina. La notizia era stata ripresa da numerose testate, suscitando preoccupazione e spingendo alcune persone a liberarsi dei propri utensili. Ma la storia non era così semplice. Poco dopo emerse che nello studio vi era un errore nel calcolo utilizzato per stimare l’esposizione alle sostanze rilevate. I dati corretti, infatti, non dimostravano che gli utensili analizzati comportassero un’esposizione a queste sostanze tossiche superiore ai limiti di sicurezza. 

Un caso che mostra quanto sia importante, quando si parla di salute e sicurezza, non fermarsi al titolo di una notizia, ma approfondire e capire che cosa ha realmente valutato uno studio, come sono stati calcolati i rischi e quali sono i limiti dei dati disponibili. 

La normativa in Europa

Avere dubbi sulla sicurezza degli oggetti che vengono a contatto con gli alimenti è lecito. È però utile ricordare che nell’Unione Europea, esiste un quadro normativo specifico per i materiali e oggetti a contatto con gli alimenti (MOCA), categoria che comprende anche utensili da cucina, posate, contenitori e imballaggi. Le sostanze chimiche presenti in questi materiali possono, in determinate condizioni, trasferirsi agli alimenti, per questo motivo la loro sicurezza viene valutata tenendo conto, tra gli altri aspetti, dei dati sulla migrazione e delle informazioni tossicologiche. 

In Europa, la sicurezza di questi prodotti è definita dal Regolamento(CE) 1935/2004 basato su un principio fondamentale: “i materiali o gli oggetti destinati a venire a contatto, direttamente o indirettamente, con i prodotti alimentari devono essere sufficientemente inerti da escludere il trasferimento di sostanze ai prodotti alimentari in quantità tali da mettere in pericolo la salute umana o da comportare una modifica inaccettabile della composizione dei prodotti alimentari o un deterioramento delle loro caratteristiche organolettiche”. Le buone pratiche di fabbricazione, invece, sono disciplinate dal Regolamento (CE) 2023/2006. 

L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) fornisce pareri scientifici sulla sicurezza delle sostanze utilizzate o destinate a essere utilizzate nei materiali a contatto con gli alimenti, contribuendo alla definizione dei limiti e delle condizioni d’uso da parte dei gestori del rischio. In altre parole, la presenza sul mercato europeo di un utensile destinato al contatto con gli alimenti deve avvenire nel rispetto dei requisiti di sicurezza previsti dalla normativa. Questo non significa che ogni materiale sia identico o che non possano esistere prodotti non conformi, ma che esiste un sistema di regole e controlli volto a garantire la sicurezza dei MOCA. 

In Italia, inoltre, è in vigore il Decreto Ministeriale 21 marzo 1973 del Ministro della Sanità, aggiornato nel corso degli anni, che disciplina in modo specifico gli articoli realizzati con i seguenti materiali: plastica, gomma, cellulosa rigenerata, carta e cartone, vetro, acciaio inossidabile. Tali articoli devono essere prodotti nel rispetto delle sostanze autorizzate e delle condizioni, limitazioni e tolleranze d’uso previste per ciascun materiale. Per alcuni materiali, come il legno, non esiste invece una disciplina nazionale specifica paragonabile a quella prevista per la plastica. 

Legno, plastica, silicone o acciaio inox? 

Per mescolare la pasta posso usare il mestolo in legno? Il tagliere in plastica è sicuro? Gli utensili in silicone vanno bene per dare la pappa al mio bambino?  

Sono alcune delle domande che possono sorgere quando scegliamo e utilizziamo un utensile da cucina. 

La risposta non sta necessariamente nella ricerca del materiale “migliore” perché non esiste un materiale perfetto. A fare la differenza sono la qualità del prodotto, le condizioni in cui viene utilizzato, il rispetto delle temperature indicate e il suo stato d’uso.  

Ecco alcuni vantaggi, svantaggi e accorgimenti da conoscere per i materiali più comuni utilizzati in cucina.  

Legno 

Il legno è il materiale più tradizionale, il cui utilizzo risulta tuttora molto diffuso. I mestoli in legno hanno il vantaggio di non graffiare le superfici dei tegami, di non condurre il calore e di essere resistenti alle alte temperature. Inoltre, per molti, hanno un valore estetico e una piacevole sensazione al tatto che i materiali sintetici non offrono. 

Tuttavia, questi utensili accusano il deterioramento dovuto soprattutto all’umidità, che favorisce lo sviluppo di batteri e muffe, un problema che non grava solo sui taglieri. Gli oggetti di legno, infatti, richiedono un lavaggio a mano e un’asciugatura accurata e rapida, oltre a un ricambio abbastanza frequente, per evitare il rilascio di piccole schegge nei cibi.  

Il legno, inoltre, è un materiale poroso e può assorbire acqua, odori e residui delle preparazioni. Per questo è particolarmente importante mantenerlo pulito e in buone condizioni, soprattutto quando viene utilizzato per alimenti crudi. 

Plastica 

Esistono vari tipi di plastica utilizzati per la fabbricazione degli utensili da cucina. È un materiale leggero, pratico e nella maggior parte dei casi lavabile in lavastoviglie.  

Negli ultimi anni, tuttavia, sono cresciuti i timori sulla possibile presenza e migrazione di sostanze chimiche da alcuni prodotti in plastica.  Per questo motivo la Commissione europea ha pubblicato il Regolamento 10/2011 riguardante i materiali e gli oggetti di materia plastica destinati a venire a contatto con i prodotti alimentari, definendo parametri rigidi per molte delle sostanze autorizzate.  

Anche quando il materiale è conforme alla normativa, è importante seguire le indicazioni del produttore: rispettare le temperature d’uso, evitare di lasciare gli utensili a contatto con pentole o superfici molto calde e sostituirli quando sono deformati, crepati o fortemente usurati. 

Per quanto riguarda i taglieri in plastica, durante l’utilizzo possono formarsi incisioni e piccoli solchi che rendono la superficie più difficile da pulire. L’EFSA ha inoltre pubblicato una revisione tecnica sul rilascio di microplastiche e nanoplastiche dai materiali a contatto con gli alimenti durante il loro utilizzo: il tema è oggetto di studio e non consente di concludere che ogni tagliere in plastica rappresenti un rischio per la salute. 

Silicone  

Il silicone è un materiale polimerico apprezzato per la sua flessibilità, resistenza al calore e sicurezza alimentare.  

Il successo commerciale del silicone è dipeso dall’economicità e dalla praticità d’utilizzo, unite a un aspetto estetico elegante, dai colori sgargianti.  

Come per gli altri materiali, è fondamentale seguire le istruzioni d’uso e scegliere produzioni di provenienza affidabili e preferibili in silicone platinico con attestati di sicurezza europei.  

Gli utensili in silicone vanno protetti da coltelli e oggetti appuntiti o abrasivi e sostituiti quando presentano tagli, crepe o altri segni di deterioramento. 

Acciaio inox 

Igienico, resistente, indeformabile, facile da pulire, non reagisce con gli alimenti e non altera il sapore dei cibi. L’acciaio inossidabile è fra i materiali metallici, il più adatto e di gran lunga maggiormente utilizzato per produrre utensili da presa.  

Tra gli svantaggi ci sono il costo, generalmente superiore rispetto a plastica e silicone, e la possibilità di graffiare le superfici antiaderenti. Inoltre, gli utensili interamente metallici possono condurre il calore e aumentare il rischio di scottature se utilizzati a contatto con pentole calde. 

La sua elevata durabilità, tuttavia, può rappresentare un vantaggio nel lungo periodo.

Il consiglio che vale per tutti i materiali

A prescindere dal materiale che scegliamo, la sicurezza in cucina dipende molto anche da come utilizziamo e conserviamo gli utensili. L’EFSA sottolinea l’importanza delle buone pratiche di igiene e della corretta gestione dei materiali a contatto con gli alimenti. 

Pulire accuratamente utensili e superfici, lasciarli asciugare bene e sostituire quelli danneggiati o fortemente usurati sono semplici accorgimenti che aiutano a mantenere un ambiente sicuro. È inoltre importante utilizzare, quando possibile, utensili e taglieri separati per alimenti crudi e cotti, soprattutto per carne, pesce e uova, così da ridurre il rischio di contaminazione incrociata. 

Dunque, più che chiedersi quale sia il materiale migliore in assoluto, è utile imparare a conoscere quello che utilizziamo, seguire le indicazioni d’uso e prestare attenzione alle condizioni dell’utensile. Perché, in cucina, la sicurezza non dipende solo da ciò che scegliamo, ma anche da come lo utilizziamo ogni giorno.

Ph. Magnific

Martina Morandi

Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.