In occasione del World Lung Cancer Day, Regione Lombardia avvia lo screening con TAC a basso dosaggio per le persone più a rischio. Un passo decisivo per la diagnosi precoce.
La bella notizia è che in Lombardia prende il via lo screening regionale per la diagnosi precoce del tumore del polmone. Ed è bello comunicarlo oggi, primo agosto. Perché è il World Lung Cancer Day, la giornata che in tutto il mondo viene dedicata al tumore al polmone. Il motto di quest’anno? Insieme. Un termine, questo, da declinare in vari modi. Esprime il senso dell’impegno di oncologici, del personale sanitario in genere, al fianco del paziente, del caregiver e dei familiari. Ma “insieme” significa anche l’impegno di ricercatori, di istituzioni, per far sì che sia possibile una diagnosi sempre più precoce.
Più diagnosi precoci, più vite salvate
Il 2026 sarà ricordato come l’anno del countdown per il tumore al polmone. Grazie alla ricerca sono disponibili nuove terapie e tecniche sempre più raffinate per curare la malattia. Ma c’è di più. Per la prima volta, c’è un cambiamento nell’ambito della diagnosi precoce che viene riportato nella quinta edizione del Codice Europeo contro il Cancro, pubblicata a febbraio scorso. Il punto 14 nell’elencare gli esami disponibili per la diagnosi precoce, cioè mammografia per il tumore del seno, pap-test per il cancro alla cervice, test del sangue occulto per il tumore del colon, ne aggiunge uno: la Tomografia computerizzata (TAC) del torace a basso dosaggio di raggi per la diagnosi precoce del tumore del polmone. Diversi studi americani ed europei hanno dimostrato, con numeri statisticamente molto significativi, che con questa tipo di TAC la mortalità per tumore polmonare si è ridotta di oltre il 20%.
Un controllo, due obiettivi
Al momento nella Regione Lombardia il controllo si rivolge inizialmente a uomini e donne tra i 60 e i 64 anni, forti fumatori o ex fumatori, con l’obiettivo di estendere progressivamente la platea dai 55 fino ai 74 anni. L’obiettivo è quello di elevare i numeri della diagnosi precoce: ad oggi meno del 50% dei casi alla diagnosi sono in stadi iniziali. Ed è un peccato, perché prima si interviene, e migliori sono i risultati. La prova? Gli interventi terapeutici risultano più efficaci e meno invasivi, con una sopravvivenza a 5 anni superiore all’80%. Ma c’è un altro obiettivo che si può raggiungere grazie allo screening per il tumore del polmone ed è la disassuefazione dal fumo, sia in chi ha ricevuto una diagnosi, sia in chi ha un risultato negativo, ma rimane comunque ad alto rischio di malattia. Grazie a una maggiore consapevolezza sui danni da fumo, ad oggi si è ridotta la quota di fumatori di sigaretta tradizionale, con una diminuzione del 16,7% dell’incidenza del tumore del polmone negli uomini tra il 2003 e il 2017, come riportato su I numeri del Cancro. Ma si sta registrando un incremento del numero complessivo di consumatori di prodotti da fumo, in particolar modo fra i più giovani e le donne, con un un aumento dei casi femminili, sempre negli stessi anni, dell’84,3%.
Ph. Magnific
Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.