Una performance in hospice che ha risvegliato emozioni e voglia di vita. Il gesto creativo di Graziella, volontaria LILT.
Quel giorno Graziella era “molto apparecchiata”, come dice lei sorridendo. Vestita in modo diverso dal solito, con il volto nascosto dalla mascherina che ancora si indossa in hospice, è entrata in tutte le stanze dei pazienti. Nessuno l’ha riconosciuta. Li ha invitati a uscire, chi poteva, per assistere a qualcosa di speciale.
Un linguaggio diverso dalle parole
La musica e la danza hanno aiutato Graziella in momenti molto particolari della sua vita. E ha pensato: perché non condividere questo dono anche con i pazienti dell’hospice?
«Un linguaggio universale diverso dalle parole ma fatto principalmente di gestualità», lo definisce. Voleva portare «un po’ di colore, un po’ di vitalità e tanta energia» in un luogo dove spesso mancano le parole giuste, ma dove la vita chiede comunque di essere celebrata.
Così ha preparato quella performance. Si è trasformata, ha studiato ogni dettaglio. Ha portato movimento, energia, colore. Ha dato forma visibile alla vita che continua a pulsare.
Lo stupore negli occhi
Quello che ha visto negli occhi dei pazienti le ha riempito il cuore: stupore, emozione, voglia di vita. Una voglia che non si spegne mai, nemmeno quando il corpo si fa più fragile.
«La maggior parte ha partecipato. Mi ha sorpreso questa forte emozione, un’emozione che comunque rimane sempre viva nei nostri pazienti», confida Graziella. «Averla tirata fuori mi ha riempito veramente tanto il cuore».
La danza bypassa le parole, risveglia emozioni. Non è guarigione, ma è vita, qui e ora.
Il richiamo che l’ha portata lì
Ma come è arrivata Graziella in hospice? Un anno e mezzo fa ha sentito quello che lei chiama “un richiamo” a fare volontariato. Ha scritto subito alla LILT, che le ha proposto l’hospice.
La sua risposta? “Perché no?”.
Dal primo giorno ha capito. Era esattamente là che doveva stare. E mentre la gente le ripeteva «ma tu sei matta, ma tu scherzi», lei scopriva qualcosa che nessuno immaginava: «In hospice si trova una vita pazzesca».
Quando i gesti semplici diventano straordinari
L’esperienza del volontariato ha cambiato il modo in cui Graziella vive ogni giorno. «Mi porto comunque questa consapevolezza che essere vicini in generale a una persona che sia malata o che non sia malata è comunque fondamentale», spiega.
Ha imparato a vivere il momento, l’emozione presente. «Vivo di più il momento, quello che mi succede in quel momento, che sia buono, che sia cattivo, perché è anche il fatto di essere presente».
Anche i gesti più semplici hanno acquisito un nuovo significato: mettersi le calzine, alzarsi dal letto. «Vedi che in certi momenti anche questo piccolo gesto diventa quasi, a volte, molto difficoltoso, per cui si ha bisogno di altri. Apprezzo praticamente tutti questi elementi di tutta la giornata. Mi ha cambiato in questo, molto positivamente».
La formazione che accompagna
Formatrice nella vita professionale, Graziella riconosce quanto sia fondamentale la preparazione che LILT offre ai suoi volontari.
La formazione in LILT per i volontari è proprio un momento molto forte e fondamentale per potersi poi approcciare all’interno dell’hospice.
Graziella, volontaria LILT
Le supervisioni, il confronto con gli altri volontari, permettono di arricchirsi di nuovi elementi e di «condividere le nostre esperienze con gli altri volontari e far crescere praticamente il nostro bagaglio».
E proprio grazie a questa base solida, Graziella ha trovato il coraggio di portare qualcosa di personale e unico: la danza. Ha messo in gioco sé stessa, la propria creatività, il proprio corpo come strumento di comunicazione e connessione. Ha trasformato un talento personale in un dono per gli altri.
E quello stupore negli occhi dei pazienti, quella voglia di vita risvegliata dal movimento e dal colore, le hanno confermato che aveva fatto la scelta giusta. Che a volte basta un gesto, una danza, un po’ di energia colorata per far brillare qualcosa che sembrava sopito.
Vuoi metterti in gioco e trasformare un tuo talento personale in un dono per gli altri?
