L’Assessore Emmanuel Conte e il progetto di Casa LILT Milano: una riqualificazione urbana che lo ha convinto e ispirato.
La collaborazione tra pubblico e privato può funzionare? «Funziona quando c’è una ricaduta sociale forte sul territorio», risponde Emmanuel Conte, Assessore al Bilancio, Demanio e Piano straordinario Casa del Comune di Milano, durante la Giornata del ringraziamento ai donatori di LILT. E Casa LILT Milano ne è la dimostrazione.
Una proposta ben strutturata
LILT cercava uno spazio dove realizzare il suo nuovo poliambulatorio di prevenzione oncologica. L’Assessore Conte ha pensato subito a Casa dell’acqua, un immobile comunale di Crescenzago rimasto inutilizzato per 15 anni. Dal disuso al degrado il passo è breve, con tutto quello che ci si può immaginare.
La proposizione di LILT era così ben strutturata che noi, come Comune, non abbiamo fatto nient’altro che riconoscervi l’interesse pubblico.
Emmanuel Conte, Assessore Comune Milano
All’esito del bando pubblico, LILT si è aggiudicata il diritto di superficie dell’immobile per i prossimi 50 anni. Dove c’era degrado nascerà Casa LILT Milano: uno spazio di 1.350 metri quadrati, completamente rinnovato, dedicato alla diagnosi precoce, al follow-up dei pazienti e alla promozione di corretti stili di vita, con l’obiettivo di offrire fino a 50.000 prestazioni aggiuntive ogni anno, contribuendo anche alla riduzione delle liste d’attesa. L’apertura è prevista il prossimo anno.
Un duplice grazie
In questo mandato il Comune aveva già portato avanti diverse operazioni di riqualificazione del patrimonio in disuso, quasi tutte con altri enti pubblici. Quello con LILT è il primo accordo siglato con il privato sociale, che ha aperto la strada a qualcosa di più grande. Il Comune ha censito le aree dismesse della città e ha varato una delibera quadro per aprire sistematicamente questi spazi alla collaborazione, pubblica e privata, trasformando quello che era stato un caso singolo in una politica strutturata di riqualificazione urbana. Un’idea che, come ha riconosciuto Conte stesso, nasce proprio da qui.
E il suo saluto è stato un ringraziamento che vale doppio: «sia per l’iniziativa, sia per l’idea che mi ha stimolato.»
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