Fresco, pratico e gustoso, il gelato diventa spesso un’alternativa al pasto nelle giornate di caldo. Ma è davvero una buona idea? Ecco cosa sapere dal punto di vista nutrizionale.
Con l’arrivo dell’estate, il gelato diventa uno degli alimenti più consumati per rinfrescarsi e concedersi una pausa golosa. Ma può davvero sostituire un pranzo o una cena? Dal punto di vista calorico sembrerebbe di sì, ma sul piano nutrizionale la questione è più complessa. Ne abbiamo parlato con la dottoressa Chiara Tabasso, biologa nutrizionista che collabora con LILT Milano Monza Brianza, per capire meglio quando il gelato può rappresentare un’alternativa occasionale al pasto e quali accorgimenti adottare per renderlo più equilibrato.
Dottoressa, il gelato può essere considerato un sostituto di un pasto?
Dal punto di vista puramente calorico, sì. Un gelato di medie dimensioni, ad esempio una coppetta con due o tre gusti, apporta mediamente tra le 400 e le 600 chilocalorie, un valore che può corrispondere a quello di un pasto. Dal punto di vista nutrizionale, però, il gelato non può essere considerato equivalente a un pasto completo e bilanciato, perché non fornisce tutti i nutrienti necessari all’organismo.
Cosa contiene dal punto di vista nutrizionale un gelato?
Il gelato è principalmente costituito da zuccheri e grassi, mentre è carente in termini di proteine, fibra, vitamine e minerali, elementi fondamentali per un pasto completo. Si può però trovare un compromesso se consumato in sostituzione di un pasto solo occasionalmente, prestando attenzione a gusti e tipologie, purché non diventi un’abitudine estiva.
Meglio gusti alla frutta o alla crema?
Dal punto divista nutrizionale non c’è un gusto più completo di un altro, ogni gusto infatti è carente in qualche nutriente. Le creme sono principalmente costituite da grassi, zuccheri e una piccola quota di proteine derivate dal latte e dalle uova, quando utilizzati nella preparazione. I gusti alla frutta, invece, sono quasi del tutto privi di grassi e proteine, ma ricchi di zuccheri e acqua. Abbinare quindi un gusto alla frutta a una crema, può rendere il gelato più bilanciato.
Ci sono differenza tra un gelato artigianale e uno industriale?
Si, le differenze riguardano sia la qualità delle materie prime, sia il processo di lavorazione. Il gelato artigianale viene generalmente preparato con ingredienti freschi come latte, uova e frutta e non richiede l’utilizzo di conservanti. I gelati industriali, invece, possono contenere aromi, additivi e altri ingredienti necessari a garantire una maggiore conservazione. In molti casi il gelato artigianale presenta anche un contenuto di grassi inferiore rispetto a quello industriale, anche se molto dipende dai gusti scelti e dalle modalità di preparazione.
Come si può rendere più equilibrato un gelato se viene consumato occasionalmente come sostituto di un pasto?
Se inserito all’interno di una dieta varia ed equilibrata e in assenza di particolari condizioni di salute, il consumo occasionale di un gelato al posto di un pasto, non rappresenta un problema. Possiamo però fare delle scelte che lo rendono più bilanciato dal punto di vista nutrizionale.
È preferibile scegliere un gelato artigianale e optare per la coppetta anziché per il cono. Anche l’abbinamento dei gusti può fare la differenza, ad esempio se si associa un gusto alla frutta a uno yogurt, che apporta una quota proteica e contiene qualche fermento lattico vivo, oppure a un gusto come il cioccolato extra fondente, magari senza latte, ricco di antiossidanti del cacao e con meno grassi.
Meglio limitare creme e topping eccessivamente elaborati, ricchi di zuccheri e grassi. Se si desidera aggiungere qualcosa, la frutta secca rappresenta una scelta più interessante dal punto di vista nutrizionale.
É importante ricordare che il gelato è un alimento ricco di zuccheri semplici e questo può favorire la comparsa della fame dopo poco tempo dal consumo. Fare una passeggiata può aiutare a controllare meglio il picco glicemico e prolungare il senso di sazietà.
Infine, anche il gelato preparato a casa può essere una buona alternativa, perché consente di scegliere ingredienti di qualità e dosare le quantità di zuccheri e grassi aggiunti.
Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.