Mal di testa da gelato: perché viene?  

2 min lettura Salute e Benessere A cura di Martina Morandi Ultimo aggiornamento:
Mal di testa da gelato: perché viene?  

Una fitta improvvisa alla fronte dopo aver mangiato un gelato o bevuto qualcosa di ghiacciato è un’esperienza comune. Nella maggior parte dei casi dura pochi secondi, ma conoscerne il meccanismo aiuta a prevenirla.

Quante volte è capitato di dare un morso a un gelato o di bere una bevanda ghiacciata per cercare un po’ di refrigerio e avvertire, pochi istanti dopo, una fitta improvvisa al centro della fronte? Si tratta del cosiddetto brain freeze, noto anche come cefalea da stimolo freddo

Cosa succede quando mangiamo qualcosa di molto freddo 

Nonostante la sensazione dolorosa venga percepita nella testa, il fenomeno ha origine nel cavo orale. Quando il palato o la parte posteriore della gola entrano improvvisamente in contatto con un alimento molto freddo, i vasi sanguigni della zona si restringono rapidamente per poi dilatarsi quasi immediatamente. In risposta a ciò, a livello cerebrale, si verifica una dilatazione dell’arteria cerebrale anteriore, uno dei vasi che irrorano la parte anteriore del cervello, con un conseguente aumento del flusso di sangue

L’aumento del flusso sanguigno determina una maggiore pressione sulle pareti dell’arteria, attivando i recettori del dolore presenti nelle fibre del nervo trigemino, responsabile della sensibilità del volto. Il risultato è una fitta improvvisa, avvertita soprattutto al centro della fronte o alle tempie, che nella maggior parte dei casi si risolve spontaneamente nel giro di pochi secondi. 

Come prevenire il brain freeze e farlo passare più velocemente 

Non tutti sperimentano il mal di testa da freddo con la stessa intensità. Esiste infatti una predisposizione individuale e chi soffre di emicrania o di altre forme di cefalea tende a essere più sensibile a questo tipo di stimolo. 

Se il dolore compare, un rimedio semplice consiste nel riscaldare rapidamente il palato. Si può premere la lingua o il pollice contro il palato per qualche secondo oppure bere una bevanda tiepida o calda.  Il calore favorisce il ritorno dei vasi sanguigni alle loro normali dimensioni, mentre lo stimolo pressorio agisce sui recettori del dolore contribuendo a ridurre la sensazione di fastidio. 

Per prevenirlo, invece, è sufficiente consumare gelati e bevande ghiacciate più lentamente, evitando di ingerirli tutti in una volta. Lasciare il cibo per qualche secondo in bocca prima di deglutirlo permette infatti di attenuare lo sbalzo termico a livello del palato, riducendo la probabilità che si inneschi questa caratteristica cefalea da stimolo freddo.  

 Ph. Magnific

Martina Morandi

Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.