Dalla spiaggia alla montagna, i pasti all’aperto sono un’occasione di convivialità, ma richiedono qualche attenzione in più. Ecco quali accorgimenti adottare per consumarli senza rischi.
L’estate è sinonimo di pranzi in spiaggia, picnic al parco e gite in montagna. Ma con l’aumento delle temperature aumenta anche il rischio di infezioni e intossicazioni alimentari. Le temperature elevate favoriscono infatti la proliferazione di alcuni microrganismi. A questo si aggiunge il fatto che, quando si mangia fuori casa, non sempre è possibile garantire condizioni igieniche ottimali, dalla conservazione degli alimenti alla preparazione e alla manipolazione dei cibi.
Infezioni e intossicazioni alimentari: le differenze
Quando ci si sente male dopo aver mangiato un alimento contaminato, i disturbi sono nella maggior parte dei casi di tipo gastrointestinale, ma in alcune circostanze le conseguenze possono essere più gravi.
È importante distinguere tra infezione e intossicazione alimentare.
Le infezioni alimentari sono causate dall’ingestione di alimenti o acqua contaminati da microrganismi patogeni vivi, che una volta introdotti nell’organismo possono moltiplicarsi e provocare disturbi. Ne sono un esempio la salmonellosi, trasmessa ad esempio attraverso il consumo di uova contaminate, e le infezioni da Listeria monocytogenes, associate soprattutto al consumo di alcuni alimenti crudi o poco cotti e di prodotti contaminati.
Le intossicazioni alimentari, invece, sono causate dall’ingestione di alimenti che contengono tossine prodotte dai microrganismi. In questo caso, quindi, non è necessario ingerire il microrganismo responsabile, ma è sufficiente assumere la tossina già presente nell’alimento.
Tra le forme più pericolose c’è l’intossicazione da tossina botulinica prodotta dal batterio Clostridium botulinum. Il rischio è per la maggior parte dei casi associato ad alcune conserve preparate in casa, quando la preparazione e la conservazione non sono state effettuate correttamente.
Pranzi in spiaggia o al sacco in montagna: la sicurezza al primo posto
In estate sono frequenti i pranzi in spiaggia con amici o familiari e le escursioni in montagna con pranzo al sacco. C’è chi opta per un panino, chi per un’insalata di riso e chi per piatti della tradizione. Anche alimenti preparati correttamente possono però diventare un rischio se vengono conservati a temperature non adeguate o se si interrompe la catena del freddo.
Al mare o al lago, è buona norma conservare gli alimenti in una borsa termica all’ombra. Attenzione a vento, sabbia e insetti che possono essere veicolo di microorganismi. Meglio optare per preparazioni semplici e poco manipolate, come panini, pasta fredda, frutta e verdura. Su frutta e verdura l’unica attenzione è evitare di tagliarla troppo in anticipo perché la perdita di liquido può accelerare il deterioramento. Sconsigliati sono quegli alimenti che se esposti al caldo facilmente deperiscono, come prodotti a base di carne, pesce, uova e latticini o condimenti a base di salse come la maionese.
In montagna le condizioni ambientali e i lunghi tragitti prima di arrivare alla meta, possono alterare la qualità del cibo nello zaino. Anche in queste circostanze vale la regola di privilegiare alimenti poco deperibili come pane, frutta intera, frutta secca e prodotti confezionati a lunga conservazione. Da limitare invece carne, pesce, latte fresco e preparazioni con salse. Grande attenzione all’acqua che si incontra sul cammino, evitare di bere acqua da ruscelli e torrenti di montagna perché potrebbe essere contaminata.
Cene condivise e picnic: come evitare i rischi
I picnic al parco e le cene condivise rappresentano senza dubbi un piacevole momento di convivialità, ma richiedono qualche attenzione in più sulla sicurezza alimentare. Durante la preparazione degli alimenti prestare attenzione alle superfici o agli utensili non adeguatamente puliti. Evitare il contatto di alimenti crudi con alimenti cotti, meglio tenerli sempre separati. Per il trasporto utilizzare borse termiche e una volta estratti consumarli nell’arco di poco tempo. Anche l’igiene delle mani è importante, nel caso non vi fosse una fonte d’acqua disponibile meglio portare delle salviettine o del gel idroalcolico.
Basta poco per pasti sicuri all’aperto
Conservare correttamente gli alimenti, rispettare la catena del freddo e curare l’igiene durante la preparazione sono piccoli gesti che riducono in modo significativo il rischio di infezioni e intossicazioni alimentari. Bastano poche attenzioni, soprattutto quando sono presenti bambini, anziani, donne in gravidanza o persone con difese immunitarie ridotte.
Ecco le 5 regole d’oro per mangiare all’aperto in sicurezza
- mantenere la catena del freddo;
- lavarsi le mani prima di mangiare;
- separare alimenti crudi e cotti;
- evitare alimenti facilmente deperibili;
- evitare di bere acqua di provenienza non sicura.
Per maggiori informazioni è possibile consultare la mini-guida per la corretta gestione degli alimenti fuori casa pubblicata dall’Istituto Superiore di Sanità.
Ph. Magnific
Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.
