Aspartame, un dibattito aperto

2 min lettura L'esperto risponde A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
Aspartame, un dibattito aperto 

L’edulcorante artificiale al centro del dibattito scientifico: l’analisi dell’epidemiologo Elio Riboli per un consumo consapevole e sicuro.

Portiamo indietro le lancette del tempo al 2023. A una riunione a metà giugno di esperti dell’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC), indetta per valutare la cancerogenicità dell’aspartame. La conclusione? “possibilmente cancerogeno per l’uomo”, classificandolo nel gruppo 2B. A distanza di tre anni, pochi giorni fa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha completato la rivalutazione dell’aspartame e ha concluso che il suo utilizzo non presenta alcun problema di sicurezza. Due Istituzioni autorevoli e apparentemente due conclusioni in contraddizione, Ma attenzione, non è così.

Il parere dell’esperto 

L’aspartame è un edulcorante di sintesi utilizzato nell’industria alimentare per conferire un sapore dolce agli alimenti e alle bevande. Il suo potere dolcificante è circa 200 volte superiore a quello dello zucchero, motivo per cui ne bastano quantità molto ridotte, «Non ha problemi di tossicità nè acuta, né a medio termine», interviene Elio Riboli, professore di Epidemiologia del cancro e Prevenzione, Scuola di Sanità Pubblica, dell’Imperial College di Londra. «Da questo punto di vista, è un dolcificante “sicuro”. Poi, c’è la grande domanda sui possibili effetti a lungo termine ma ad oggi i dati sperimentali non indicano rischi. Resta la domanda di un possibile effetto sul cancro. Anche qui, i dati sperimentali sono deboli. In epidemiologia, c’è una valutazione emessa dall’IARC Monograph Working Group che ho presieduto, di una possibile associazione con il rischio di cancro».

Che cosa fare allora?

La dose giornaliera accettabile di aspartame è pari a 40 milligrammi per chilo di peso al giorno, una quantità difficile da superare in una dieta normale. Ma questo non significa consumare abitualmente cibi e bevande che ne contengono. L’aspartame è identificato in etichetta dalla sigla E951 e si ritrova in prodotti confezionati “senza zucchero”, “light” o “zero”, come bibite gassate dietetiche o zero calorie, tè freddo in bottiglia e bevande in polvere da sciogliere, Yogurt magri o ai frutti, gomme da masticare, caramelle, gelati confezionati e dessert a basso contenuto calorico o proteico, dolcificanti da tavola in compresse o polvere.

Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.