blog_post_330

Ogni donna è diversa con una sua storia personale e caratteristiche uniche. Anche le scelte nell’ambito della diagnosi precoce oncologica devono tener conto di questo e orientarsi verso un approccio mirato, personalizzato. Cosa può fare ogni donna per essere prevenuta? Ce lo spiega la dottoressa Catherine Depretto, e radiologa senologa presso i nostri Spazi LILT coordinatrice di MammoRisk un programma di prevenzione personalizzata che stiamo introducendo nei nostri ambulatori.

Come diventare prevenuta con la diagnosi precoce?

Una donna per dirsi prevenuta deve credere nella prevenzione e fare prevenzione, assolutamente fondamentale. La diagnosi precoce per il tumore della mammella si basa principalmente sulla mammografia, ma non solo. La visita senologica ci può dare delle informazioni molto importanti ed è proprio in questo momento che il medico insegna come fare correttamente l’autopalpazione, uno dei primi controlli che possiamo fare autonomamente, a casa nostra, regolarmente. La mammografia è un esame fondamentale che può essere eseguito a partire dai 40 anni ed è il pilastro della diagnosi del tumore della mammella. L’ecografia mammaria è un altro esame molto utile che può aiutare a completare il percorso di prevenzione insieme alla mammografia, non in tutti i casi è necessaria, è un esame diagnostico che viene solitamente eseguito su parere del medico.

La mammografia è da ripetere ogni anno? 

È un esame che va effettuato a partire dai 40 anni di età e può essere ripetuto con cadenza annuale o biennale, non c’è una risposta univoca. Viene programmata dal medico sulla base di alcuni fattori di rischio. Nei in LILT abbiamo introdotto un sistema che si chiama MammoRisk che ci aiuta molto nell’individuare quali controlli fare e con quali cadenze, attraverso la valutazione del rischio di ogni singola donna. Vengono valutate per ognuna tre fondamentali fattori di rischio: la densità mammaria, ovvero la quantità di ghiandola presente nel tessuto mammario, la familiarità e la presenza di polimorfismi, mutazioni puntuali a livello del DNA la cui presenza può aumentare il rischio di sviluppare il tumore al seno. Con Mammorisk possiamo avere una valutazione personalizzata sulla singola donna per poter poi prevedere un percorso di diagnosi precoce oncologica specifico. Questa informazione è fondamentale non solo per il medico curante ma prima di tutto per la donna stessa, che può avere più consapevolezza sul suo rischio personale.

Qual è la probabilità di ammalarsi se in famiglia non ci sono casi?

La familiarità è un altro concetto fondamentale quando si parla di tumore della mammella. Ricordiamo però che l’80% dei tumori mammari è sporadico, ciò vuol dire che avviene in famiglie dove non ci sono stati casi. È un tumore con un’incidenza sempre in aumento, circa 1 donna su 8 sviluppa la malattia, un dato molto importante. Assolutamente dobbiamo fare prevenzione.

Il 20% dei tumori della mammella ha invece una familiarità che va indagata in maniera attenta. Su questo MammoRisk può essere un valido aiuto per poter valutare bene questo fattore e valutare se è presente un rischio basso o intermedio, ovvero il rischio della popolazione in generale.

Un caso molto particolare è legato invece all’alto rischio, dove sono presenti mutazioni genetiche come BRCA1 e BRCA2. Mammorisk può aiutarci anche in questo, perché ci permette di riconoscere le donne con un alto rischio e indirizzarle verso strutture specifiche, perché questo caso specifico prevede una serie di esami diagnostici in più, come la risonanza magnetica, e con cadenze più ravvicinate.  


Per maggiori informazioni

Il programma MammoRisk è già disponibile nel nostro Spazio LILT di via Viganò e le prenotazioni sono già aperte. È riservato a tutte le donne con un’età compresa tra i 40 e i 60 anni. È possibile richiedere più informazioni e prenotare scrivendo a mammorisk@legatumori.mi.it oppure rivolgendosi allo Spazio LILT di via Viganò.