La bellezza per dire stop al fumo

3 min lettura Storie A cura di Redazione LILT Ultimo aggiornamento:
La bellezza per dire stop al fumo

Un murale firmato Nico189 porta nella città di Milano un messaggio di prevenzione che fa della bellezza il suo linguaggio.

Sul muro c’è gente. Persone che condividono una passione, che occupano uno spazio insieme, che non hanno bisogno di nient’altro per sentirsi parte di qualcosa. Nessuna sigaretta, nessun divieto, nessuna immagine che spaventa. Solo una scena ordinaria resa straordinaria dalla chiarezza con cui è disegnata: campiture piatte, palette essenziali, linee nette. Il linguaggio di Nicola Laurora, in arte Nico189.

Enjoy Nicotine Free Spaces” è un’opera voluta da LILT Milano nell’ambito dell’European Conference on Tobacco or Health — ECToH Milan 2026 e realizzata alla Stazione Radio, uno spazio libero dal tabacco unico nel panorama milanese: un messaggio di bellezza, salute e prevenzione a favore di spazi liberi dalla nicotina.

Prevenire senza spaventare

Quando LILT gli ha proposto il progetto, Nicola Laurora non ha impiegato molto a dire sì. «È un bel messaggio. E LILT la conoscevo già, mi è sembrata davvero una bella realtà con cui collaborare.» Ma c’è anche qualcosa di più personale. Nella sua carriera, Nico ha imparato a scegliere i committenti con attenzione: «Collaboro con grandi brand, a volte scendo a compromessi.» Per accettare la proposta di LILT non ce n’è stato bisogno.

La sfida, semmai, era un’altra: come raccontare la prevenzione senza partire per forza dagli effetti negativi del fumo. «Spesso quando si vieta qualcosa si ottiene il risultato contrario. Allora ho voluto rappresentare qualcosa di non scontato: una situazione inclusiva, positiva, in cui le persone condividono esperienze e passioni senza aver bisogno di una sigaretta per sentirsi parte di qualcosa.» Le immagini sui pacchetti di sigarette, per quanto crude, hanno dimostrato scarsa efficacia come deterrente. La bellezza può fare di più.

Sul muro, strato dopo strato

Chi non ha mai visto lavorare un muralista potrebbe immaginare un processo improvvisato, istintivo. Non è così. Si parte dallo sketch, ormai digitale e non più su carta, poi si costruisce l’illustrazione, dove i colori e le forme trovano la loro versione definitiva. Sul muro, invece, si procede per strati: preparazione della superficie, traccia del disegno, colorazione. E poi c’è l’ultima fase, quella che Nico chiama “il momento zen”: il contorno. «I miei disegni hanno sempre l’outline, ed è il momento in cui devo essere super concentrato. È quasi meditativo.»

Quell’outline, quel tratto netto che definisce ogni figura, è anche la firma più riconoscibile del suo stile. Un’estetica che non è nata per caso.

Da writer a illustratore

Pugliese d’origine, negli anni Novanta, come tanti ragazzi della sua generazione, Nico ha cominciato a disegnare sui muri. Con uno spirito, però, diverso da quello che si immagina: «Ci piaceva fare graffiti fatti per bene, in luoghi non sempre illegali. Era una passione, non una forma di ribellione violenta.»

Quella passione lo ha portato a Milano a venticinque anni, per intraprendere un percorso nel graphic design. Le agenzie, i clienti, i progetti commerciali. E poi, quasi naturalmente, il ritorno al muro, ma non più con le lettere dei writer, bensì con le illustrazioni di un professionista che aveva trovato il proprio linguaggio passando attraverso la grafica, la tipografia, il design. «Nel mio caso artisti non si nasce, si diventa. Bisogna provare per trovare la propria vocazione. Io non ero appassionato di illustrazione da bambino, ci sono arrivato attraverso i graffiti, poi la grafica, poi il design. Ogni passo mi ha portato al successivo.»

L’ispirazione, racconta, è arrivata guardando il boom editoriale dell’illustrazione nelle riviste, quel modo di comunicare vicino all’infografica, essenziale e diretto. E dall’osservare writer che erano riusciti a trasformare la propria passione in un lavoro: «Mi ha colpito la mentalità, l’approccio. Trasformare quell’energia in un lavoro.»

È quello che ha fatto anche lui. E oggi quel percorso, fatto di muri, sketch e pennelli, ha lasciato un segno visibile sulla città.

Redazione LILT
Nico189
Visual artist