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È proprio il caso di dirlo: se quest’anno è aumentata la consapevolezza sull’importanza della vaccinazione antipneumococcica, si deve proprio alla pandemia. 

«Il pneumococco è un batterio che provoca una forma di polmonite pericolosa soprattutto nella fascia di età over 60», spiega il professor Marco Alloisio. «Per questo è stata ed è tutt’ora caldamente consigliata. Significa infatti, sia proteggere la salute dal rischio di contagio, sia, in caso di sintomi quali febbre e tosse, non avere intralci alla corretta diagnosi del Sars-Cov2 e iniziare tempestivamente le terapie più adeguate».

Ecco le risposte ai quesiti più frequenti su polmonite e relativo vaccino.

Quando vaccinarsi

Non c’è un momento migliore per questo vaccino. Si può eseguire in qualsiasi momento dell’anno perché non ha una stagionalità. I vaccini disponibili al momento sono due, uno che va ripetuto ogni cinque anni e l’altro che ha una durata illimitata. Per questo, è sempre meglio chiedere al proprio medico di famiglia a quale dei due si viene sottoposti.


A chi è consigliato

A tutti dopo i 65 anni perché, dopo una certa età, il sistema immunitario comincia ad essere un po’ meno agguerrito nel difendere l’organismo.  Al di là dell’età, è anche raccomandato a chi soffre di

una patologia cronica e a chi è immunodepresso.


Come prevenire

Per ridurre la possibilità di ammalarsi di polmonite da steptococcus pneumoniae, oltre al vaccino ci sono anche alcune regole basilari: smettere di fumare e proteggere naso e gola dal freddo.  Il batterio infatti non si trasmette solo per contagio: può annidarsi silenziosamente nella zona naso-gola e risvegliarsi a causa di fattori come per l’appunto il freddo e il fumo di sigaretta che rendono il sistema immunitario locale meno attivo. Così, il batterio lascia il suo “nido” e raggiunge i polmoni, scatenando i ben noti sintomi della polmonite: brividi intensi, febbre elevata, tosse.


Febbraio 2021