8 marzo, non solo mimose: la prevenzione è un diritto delle donne 

2 min lettura Salute e Benessere A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
8 marzo, non solo mimose: la prevenzione è un diritto delle donne 

In occasione della Festa della Donna, ecco una guida pratica agli esami da non trascurare: quali sono, quando farli e perché. 

È stata l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a proporre l’istituzione di una giornata dedicata alla donna. Era il 1977 e da quell’anno l’8 marzo è diventata la data ufficiale della celebrazione. Una festa, con fiori gialli, mimosa in testa, con manifestazioni in piazza, e ancora, con eventi gratuiti. Si celebrano i diritti femminili, come il diritto al voto, allo studio, a una migliore condizione di lavoro, con un salario equo. Ma l’8 marzo è anche una rivendicazione del proprio diritto alla salute, di potersi curare e di scegliere il percorso più adeguato ai fini della prevenzione secondaria, vale a dire di quella che permette di tenere sotto controllo la salute. Ma quali sono i check fondamentali? Eccoli in sintesi. Nel dettaglio, saranno spiegati dagli esperti nell’ambito del Festival della Prevenzione. Vi aspettiamo! 

Visita ginecologica con ecografia transvaginale

Si eseguono una volta all’anno a partire dal primo rapporto sessuale. Insieme, permettono di avere una visione completa di utero e ovaie e di eventuali alterazioni. Al momento, rappresenta l’unica arma per la diagnosi precoce del tumore ovarico.

PAP Test e HPV-DNA Test

Entrambi identificano precocemente problematiche alla cervice uterina, ma con una differenza sostanziale; il Pap test scopre se ci sono già cellule alterate, mentre l’HPV-DNA test, invece in caso di presenza del virus, ne legge il DNA. Il Pap test si esegue ogni tre anni a partire dal primo rapporto sessuale. Dai 30 anni, “entra in gioco” l’HPV test che si esegue ogni cinque anni se non ci sono problemi.

Controlli senologici

Tra i 25 e i 30 anni è consigliata una visita senologica e un’ecografia. In generale, prima dei 40 anni l’esame di riferimento è l’ecografia; dopo questa età, invece, la mammografia diventa lo strumento principale, eventualmente associata all’ecografia secondo le indicazioni dello specialista. 

Un consiglio in più. Le visite mediche sono anche necessarie per valutare eventuali fattori di rischio legati allo stile di vita e correggerli. È importante inoltre segnalare la presenza di casi di tumore in famiglia, così da individuare eventuali percorsi più mirati. 

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Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.