Apprendimento continuo, socialità e curiosità: ecco come stimolare la neuroplasticità per proteggere la memoria e mantenere il cervello in salute.
Alzi la mano chi quest’estate non ha pensato a cosa fare in autunno per stare meglio. L’elenco è più o meno noto: iscriversi in palestra, seguire un corso di attività pratiche per imparare a dipingere piuttosto che a cucire, o a cucinare, e altro ancora. Le motivazioni? Per fare altro oltre al lavoro, per stare con l’amica di sempre, per ampliare il giro delle conoscenze. Ma c’è altro. Pochi lo sanno, ma tutte queste attività e non solo queste elencate, sono vere e proprie palestre per il cervello. Lo ha dimostrato anche un rapporto pubblicato da una Commissione ad hoc di esperti della rivista scientifica The Lancet. Sono stati identificati 14 fattori di rischio che possono proteggere il nostro cervello, distinti per fasce di età e non per gender. Sono fattori su cui tutti possono agire, come ad esempio limitare o astenersi dal consumo dell’alcol, seguire una dieta equilibrata, praticare una regolare attività sportiva, proteggersi dall’inquinamento atmosferico. La ricerca ha dimostrato che ciò che fa bene al cuore, fa bene anche alla mente e viceversa. Lo stile di vita, dunque, compresi i rapporti sociali, le attività intellettuali, aiuta a controllare le tensioni, a migliorare la qualità del sonno e ad abbattere lo stato di infiammazione sistemica che, come hanno dimostrato gli studi, non è negativo solo per l’apparato cardiovascolare ma anche per il sistema cerebrale.
La mente non va in pensione
C’è sempre tempo per imparare. Questa frase, che tutti abbiamo sentito almeno una volta, ora ha anche una base scientifica. Le ricerche condotte in queste anni hanno dimostrato che è possibile stimolare la neuroplasticità cerebrale lungo tutto l’arco della vita. E’ indubbio che il cervello sia più plastico durante lo sviluppo, e lo vediamo tutti, la mente dei bambini è una vera e propria “spugna”. Ma è stato dimostrato che anche la corteccia cerebrale dell’adulto ha una certa potenzialità di riorganizzazione plastica. Addirittura, in caso di danni cerebrali l’organismo mette in moto un processo per cui i neuroni sopravvissuti nell’area danneggiata tendono a creare nuove connessioni con il tessuto nervoso circostante.
Più curiosità, meno routine: così si allena il cervello
Esiste dunque anche una vera e propria palestra mirata sul cervello, per tenerlo in allenamento. Tutto quello che facciamo di nuovo rappresenta uno stimolo per il nostro cervello. Il consiglio è di uscire dalla routine, di fare qualcosa che non faccia parte della solita routine. Gli interessi, la curiosità, l’esplorazione del “nuovo”, sono importanti per la funzionalità cerebrale. Qualche idea. Rispolverare un desiderio che è rimasto in fondo al cassetto. Come imparare a suonare uno strumento musicale, oppure una lingua straniera. O ancora, seguire un corso di laurea, frequentando anche in presenza le lezioni. Sì anche a dedicare del tempo alle attività sociali: aiutano a tenere lontano l’ansia, che quando è intensa può essere tra le cause di deficit della memoria. O ancora, scegliere delle attività rilassanti per la sera, come leggere, oppure dipingere, per migliorare la qualità del sonno. Andare sempre a letto tardi, così come svegliarsi presto, oppure di frequente durante la notte, sono situazioni che impediscono non solo al corpo ma anche al cervello di riposarsi e di rigenerarsi. Infine, vale sempre la regola di dedicare del tempo agli esercizi per la mente. Come le classiche parole crociate. Ma anche giochi, da fare insieme ad altre persone. Qualche esempio?
- In un minuto di tempo scrivere tutte le parole con la lettera S che vengono in mente. La prima la suggeriamo: Scuola. Ripetere poi man mano con le altre lettere dell’alfabeto.
- Leggere attentamente ad alta voce gli otto numeri che seguono: 53197462. Ora coprire, e provare a ricordare la sequenza.
- Scegliere una fotografia oppure un quadro, o la pagina di una rivista. Osservare accuratamente le immagini per un minuto, coprire. Ricordare ad alta voce ciò che si è visto, i particolari, i colori.
Mettersi in gioco fa bene a te e agli altri
Dedicare il proprio tempo agli altri, imparare cose nuove e stringere nuove relazioni sono tra i modi migliori per allenare il cervello e mantenere viva la curiosità. Il volontariato in LILT racchiude tutto questo: un’esperienza di valore per la comunità e per chi la vive, come ci testimoniano i nostri volontari.
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Ph Magnific
Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.