Meglio allenarsi al mattino o alla sera? A digiuno o dopo i pasti? Non esiste una riposta unica. Dipende dagli obiettivi, dallo stato di salute e dalla vita quotidiana.
Allenarsi con costanza è fondamentale per mantenere un buono stato di salute e prevenire molte delle malattie cronico degenerative compresi i tumori. Quando si parla di sport, una delle domande più frequenti che molti si chiedono è se esista un momento ideale della giornata per allenarsi. La risposta, però, non è così semplice. «Da un punto di vista scientifico, è una delle questioni su cui si discute di più nel mondo dello sport», spiega la professoressa Daniela Lucini, professore ordinario di Scienze dell’Esercizio fisico e dello Sport, Università degli studi di Milano e Responsabile servizio Medicina dello Sport ed Esercizio fisico, Istituto Auxologico italiano di Milano. Gli studi scientifici, infatti, non forniscono un’indicazione unica. Alcune ricerche suggeriscono il mattino, quando il corpo non è ancora affaticato, altre indicano il tardo pomeriggio, tra le sedici e le diciassette, come momento favorevole per la performance fisica. «Nella realtà, però, il momento ideale deve sempre rispondere a una domanda clinica: che cosa vuol dire migliore? Dipende dalla persona e dall’obiettivo».
Obiettivi diversi, orari diversi
Il momento ideale cambia a seconda dello scopo dell’attività fisica. Per un atleta, per cui lo sport è un lavoro, il “meglio” coincide con l’orario in cui si ottengono le performance migliori. Per esempio, negli sport dove è richiesta un’elevata potenza e forza, il pomeriggio potrebbe essere il momento ottimale perché si registra un picco della temperatura corporea che migliora l’efficienza di contrazione dei muscoli e riduce il rischio di infortuni. Negli sport che richiedono invece molta resistenza, il mattino può essere più vantaggioso, a patto di riscaldarsi adeguatamente.
Per chi vuole migliorare il proprio stato di salute, perdere peso o semplicemente rendere l’attività fisica un impegno costante, la valutazione è diversa perché entra in gioco un fattore fondamentale: la vita quotidiana. «La mattina resta sicuramente uno dei momenti ideali. Non a caso alcune palestre aprono alle 6 del mattino. Non tutti però riescono a conciliare questi orari con gli impegni familiari o lavorativi. Valide alternative, quindi, possono essere la pausa pranzo o il tardo pomeriggio».
Scegliere un orario compatibile con i propri impegni e mantenerlo nel tempo aiuta a essere costanti, caratteristica importante per ottenere benefici dall’esercizio fisico. «Non dimentichiamoci poi che ciascuno di noi è più allodola o gufo: alcuni riescono a essere più produttivi al mattino, altri alla sera. E questo può avere un impatto sulla scelta dell’orario in cui allenarsi», specifica la dott.ssa Lucini.
I momenti in cui è meglio evitare di allenarsi
Più che individuare un orario migliore, un aspetto importante da considerare quando si decide di praticare esercizio fisico o uno sport, è saper riconoscere le situazioni in cui è meglio non allenarsi. «Se si arriva a fine giornata completamente stravolti, forse è meglio non allenarsi in quel momento, perché il rischio di infortuni è maggiore. Neppure quando si è ammalati perché il corpo è debilitato. Al contrario, se l’allenamento serale serve a rilassarsi e non si è troppo stanchi, può essere un ottimo alleato per scaricare le tensioni e lo stress accumulati durante la giornata».
Un altro aspetto da considerare riguarda il sonno. «L’attività fisica intensa la sera può dare un’iperattività del sistema nervoso e alcune persone poi non riescono a dormire. Se succede, l’orario in cui fare sport è da rivedere».
Allenarsi a digiuno: sì o no?
Un dubbio frequente quando si parla di allenamento è: posso farlo anche a digiuno? «Non esiste una regola valida per tutti, ma serve cautela», afferma la prof.ssa Lucini. «Farlo a digiuno, a mio parere, non va bene, perché entrano in gioco una serie di meccanismi metabolici che non sono sempre ideali. Ci sono però differenze importanti: una camminata leggera può essere tollerata anche a digiuno, mentre un’attività intensa, come una corsa lunga o un allenamento in palestra, è meno indicata».
Altro aspetto da considerare è lo stato di salute della persona: «di sicuro è un no per le persone con diabete o con problematiche metaboliche importanti».
Le tre regole fondamentali
In sintesi, non esiste un orologio universale dello sport. Esistono però alcune regole pratiche. «Rispettare i “no” importanti, cioè non allenarsi quando si è molto stanchi o ammalati; scegliere il momento in cui si può e si ha voglia, perché è quello che sostiene la motivazione; tenere conto dell’intensità dell’attività quando si ha il dubbio se mangiare o meno prima dell’esercizio fisico», conclude la dott.ssa Lucini.
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Il sito del Festival sarà presto online, stay tuned!
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Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.
