Codice Europeo contro il Cancro: 14 regole per battere il tumore

6 min lettura Tumori A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
Codice Europeo contro il Cancro: 14 regole per battere il tumore

In occasione del World Cancer Day, sono state pubblicate le nuove evidenze scientifiche della quinta edizione del Codice Europeo contro il Cancro. Per una prevenzione come impegno comune. 

Il 4 febbraio è il World Cancer Day, la giornata che da 26 anni è focalizzata sul cancro, declinato in tutti i suoi aspetti, dalla prevenzione alle terapie, alle diverse problematiche. E quest’anno, c’è una ragione in più per parlarne: viene ufficialmente resa nota la quinta edizione del Codice Europeo contro il Cancro, un’iniziativa della Commissione Europea e dell’Agenzia Internazionale per la ricerca contro il Cancro (IARC). Un lavoro immenso, che ha visto la partecipazione di circa 80 esperti internazionali suddivisi in cinque gruppi di lavoro, che hanno esaminato le più recenti evidenze scientifiche sulla prevenzione del cancro, per aggiornare la versione precedente, del 2014. 

Prevenzione: una responsabilità condivisa 

I cambiamenti apportati nella quinta edizione del Codice Europeo contro il Cancro sono parecchi. Le raccomandazioni sono passate da 12 a 14, e questo è l’aspetto più evidente. Ma non è l’unico. Alcuni punti sono stati anche modificati, con aggiunte inevitabilmente legate a nuovi comportamenti della popolazione, oltre che a scoperte scientifiche che hanno identificato nuovi rischi oncologici. «In generale, con la quinta edizione c’è un cambio notevole nella modalità di comunicazione», interviene Silvia Franceschi, esperta internazionale di Epidemiologia oncologica e coinvolta fin dalla prima edizione nella stesura e negli aggiornamenti del Codice.

Per la prima volta, viene chiamato in causa il singolo cittadino, al quale si chiede di diventare parte attiva nelle scelte salutari e viene modificato l’approccio alle Istituzioni, che devono investire in azioni concrete.

Prof.ssa Silvia Franceschi

«A entrambi le parti, cittadini e istituzioni, con la comunità scientifica, si chiede infine di collaborare insieme, di far sì che la prevenzione si trasformi in una responsabilità condivisa, tutti insieme per una più efficace prevenzione oncologica», prosegue la professoressa Franceschi.

La consapevolezza sui fattori di rischio 

La stesura della quinta edizione del Codice Europeo contro il Cancro è stata preceduta da un sondaggio europeo, che ha fatto il punto sulle conoscenze dei fattori di rischio oncologici da parte della popolazione europea, Italia compresa. I risultati non sono molto positivi. «Riporto solo alcuni dati», aggiunge la professoressa Franceschi. «È emerso per esempio che solo il 32% degli intervistati cita il fumo come fattore di rischio di tumore, percentuale che scende al 20% nel caso di una dieta errata, al 14% per l’alcol e crolla a circa l’1% nel caso del fumo passivo e allo 0,9% quando si tratta del ruolo di alcune infezioni e in particolare del Papilloma virus. Sono informazioni importanti, che rafforzano ancora di più la necessità di campagne informative e di far sì che la prevenzione diventi un impegno collettivo». 

Stili di vita e nuovi profili di rischio 

La quinta edizione del Codice Europeo contro il Cancro è stato oggetto di una pubblicazione scientifica appena pubblicata su The Lancet Regional Health – Europe. Lo possono leggere anche i non addetti ai lavori. Questo vale in particolare per lo specchietto che riporta le differenze tra la quarta e la quinta edizione, evidenziate in neretto. Alcune sono particolarmente evidenti. «Nel caso del fumo, ad esempio, sono cambiate molte cose in questi anni», continua Silvia Franceschi. «Nel precedente Codice era indicato di non usare alcun tipo di tabacco. In questo, abbiamo voluto entrare nel dettaglio ed estendere l’invito a non fumare tutti i prodotti del tabacco, le sigarette elettroniche e tutti i nuovi prodotti del tabacco e contenenti la nicotina che è la sostanza che crea una delle dipendenze più forti tra tutte le droghe. È stato modificato anche il punto relativo al mantenimento di un peso sano. Le ricerche hanno dimostrato che alcuni alimenti hanno un ruolo negativo nell’incremento del peso corporeo. Li abbiamo aggiunti: limitare gli alimenti ricchi di calorie, zuccheri, grassi e sale, le bevande ad alto contenuto di zucchero e gli alimenti ultra-processati».  C’è un cambiamento anche per quanto riguarda il punto 6, che riguarda le bevande alcoliche. L’indicazione è di evitarle e questo anche per arginare il dilagare esagerato del consumo di alcol in particolare tra i giovani. Per questo, tra le richieste alla popolazione e alle Istituzioni, c’è quella di aumentare il prezzo dell’alcol, innalzare il limite di età e vietare o limitare la pubblicità, la promozione e la sponsorizzazione di alcolici su tutti i media, in particolare quelli rivolti ai minori.

Salute, ambiente e luoghi di lavoro 

L’invito ad assumere un ruolo attivo nella tutela della propria salute è particolarmente evidente anche nei punti dove si affronta il tema dell’ambiente. «Il punto 9 relativo ai rischi sul lavoro è stato modificato, chiedendo direttamente alle persone di informarsi sui fattori cancerogeni sul luogo di lavoro e di chiedere al datore di adottare le precauzioni necessarie per la protezione dagli stessi. La stessa modalità è stata adottata nel caso del punto 10 che riguarda il radon. Questo minerale non è presente capillarmente su tutto il territorio, come in altri Stati, ma non per questo va ignorato. Così, il Codice invita a consultare una mappa locale per conoscere i livelli di radon nella propria zona e se necessario, chiedere aiuto a un professionista per misurarne i livelli in casa. Infine, abbiamo aggiunto un punto che affronta il tema dell’inquinamento. Anche qui, il messaggio è duplice. Il singolo viene invitato a non utilizzare l’auto, ad esempio, e a scegliere percorsi non trafficati quando si cammina oppure si pratica uno sport. Ma c’è anche la richiesta a sostenere politiche che migliorino la qualità dell’aria».  

Vaccini e screening oncologici 

Sì alla prevenzione secondaria, presente nel punto relativo al tema dei controlli. Con una novità anche qui. «Alla raccomandazione a vaccinare ragazze e ragazzi contro il virus dell’epatite B e il papillomavirus umano (HPV) all’età raccomandata nel proprio Paese, punto 11, si accoda l’invito a partecipare a test e a trattamenti per i virus dell’epatite B e C, il virus dell’immunodeficienza umana (HIV) e l’Helicobacter pylori. Circa il 5% dei tumori in EU sono causati da infezioni prevenibili, con picchi nell’Europa dell’est e del sud. Senza che molti cittadini lo sappiano. Infine, i check per la diagnosi precoce del tumore al seno, alla cervice e al colon, punto 14, sono stati aggiornati con l’aggiunta dell’esame per identificare tempestivamente il tumore al polmone».  

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Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.