La pelle non dimentica: come prevenire i tumori cutanei 

5 min lettura Tumori A cura di Martina Morandi Ultimo aggiornamento:
La pelle non dimentica: come prevenire i tumori cutanei 

L’esposizione eccessiva ai raggi UV, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per melanoma e tumori della pelle. Dalla protezione solare al controllo dei nei, i gesti di prevenzione che fanno la differenza.

Maggio è il mese dedicato alla prevenzione del melanoma e degli altri tumori della pelle. Da poco, in Italia, è stato istituito, con l’approvazione definitiva del Parlamento, il Melanoma Day, la giornata nazionale dedicata alla prevenzione del melanoma, che sarà celebrata ogni anno il primo sabato di maggio. Resta, invece, il 24 maggio la storica Giornata Europea del Melanoma, occasione per sensibilizzare sull’importanza della prevenzione e della diagnosi precoce

Il melanoma rappresenta una delle forme più aggressive dei tumori cutanei e la sua incidenza è aumentata negli ultimi anni, soprattutto tra i giovani. Secondo l’ultimo rapporto dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM), nel 2024 in Italia sono stati diagnosticati circa 12.900 nuovi casi di melanoma cutaneo, con una prevalenza maggiore tra gli uomini rispetto alle donne.  

Raggi UV e scottature: il rischio parte da qui 

Il principale fattore di rischio è l’esposizione eccessiva e prolungata ai raggi ultravioletti (UVA e UVB) provenienti dalla luce solare. Esistono però anche altri fattori che possono aumentare la predisposizione: «La genetica gioca sicuramente un ruolo importante: avere parenti di primo grado che hanno avuto un melanoma aumenta il rischio. Anche un fototipo chiaro — pelle che tende a scottarsi facilmente, occhi chiari e capelli biondi o rossicci — rappresenta un fattore predisponente, così come la presenza di nei superiore a cinquanta e una storia di scottature solari, soprattutto durante l’infanzia e l’adolescenza», spiega il Paolo Ascierto, oncologo e massimo esperto di melanoma al mondo, ospite al Festival della Prevenzione 2026.  

Sono infatti proprio le scottature in età infantile a lasciare i segni più profondi, favorendo nel tempo la comparsa di numerosi nei e aumentando il rischio di sviluppare tumori cutanei. La pelle, infatti, non dimentica. 

Pericolose sono anche le esposizioni intense e intermittenti tipiche dell’età adulta, magari durante vacanze o weekend dopo mesi trascorsi prevalentemente al chiuso. «Il melanoma viene spesso definito in modo colloquiale la “malattia dei colletti bianchi”», racconta Ascierto. «Chi lavora in ufficio tende infatti a esporsi al sole in maniera intensa ma sporadica, andando più facilmente incontro a scottature. Questo tipo di esposizione rappresenta un importante fattore di rischio». 

La prevenzione si impara da bambini 

Non si può parlare di genetica senza considerare il ruolo dell’ambiente e delle abitudini quotidiane. Anche per i tumori della pelle, infatti, la prevenzione primaria è fondamentale. 

Proteggersi dalle radiazioni ultraviolette deve diventare un’abitudine fin dall’infanzia. «I bambini è meglio non esporli al sole diretto, soprattutto nelle ore centrali della giornata. È importante utilizzare protezioni solari molto alte, cappellini che coprano collo e orecchie e occhiali da sole, perché i raggi ultravioletti possono anche gli occhi», spiega Fabio Arcangeli, Presidente World Health Academy of Dermatology and Pediatrics, anche lui ospite al Festival della Prevenzione 2026.  

Anche l’educazione nelle scuole può fare la differenza. «L’Australia rappresenta un esempio importante», racconta Ascierto. «È il paese con la più alta incidenza di tumori della pelle e quindi anche di melanoma. Questo è legato a fattori genetici perché sono popolazioni originarie del nord Europa che hanno colonizzato un continente, dove c’è un’elevata incidenza di radiazioni ultraviolette a causa del buco dell’ozono. Per questo sono stati introdotti programmi di prevenzione nelle scuole, per sensibilizzare bambini e ragazzi all’uso della protezione solare e di indumenti adeguati. Negli ultimi anni i dati mostrano una riduzione dell’incidenza dei tumori cutanei». 

La scelta di una buona crema solare  

La crema solare rappresenta uno degli strumenti più efficaci di prevenzione primaria per proteggere la nostra pelle dalle radiazioni ultraviolette e dal rischio di tumori della pelle.  

Applicarla correttamente non è importante solo in spiaggia o durante l’esposizione intenzionale al sole, ma anche nelle attività quotidiane all’aperto, come camminare o praticare sport

La scelta del fattore di protezione solare dovrebbe tenere conto del proprio fototipo, privilegiando protezioni medie o alte. Per quanto riguarda, invece, la scelta di creme con filtri chimici o fisici, la questione è più dibattuta. «Meglio utilizzare creme solari con filtri fisici, come l’ossido di zinco, soprattutto in età pediatrica e in gravidanza, perché non vengono assorbite dalla pelle e agiscono come specchio che riflette i raggi solari», spiega Arcangeli. 

Anche la durata della crema solare è un aspetto da non sottovalutare: «Una confezione integra può durare due o tre anni, mentre una volta aperta dovrebbe essere utilizzata entro un anno», continua Arcangeli. «Calore e sole possono alterarne la composizione, riducendone l’efficacia». 

La protezione solare, inoltre, va riapplicata frequentemente, circa ogni due ore, soprattutto in caso di sudorazione o dopo il bagno. 

Nei sotto controllo: i segnali da non ignorare 

Proteggere la pelle tutti i giorni è importante, ma lo è anche imparare a osservarla, soprattutto per tenere monitorati i nei. «Ci sono due regole utili da ricordare. La prima è quella del brutto anatroccolo: tra tanti nei simili, quello che appare diverso dagli altri dovrebbe essere controllato dal dermatologo. E poi la regola dell’ABCDE. A come asimmetria, B come bordi irregolari, C come colore non uniforme, D come dimensioni superiori ai 6 millimetri, E come evoluzione, cioè cambiamenti rapidi nell’aspetto del neo», spiega Ascierto.  

Controllare periodicamente i propri nei dovrebbe diventare un’abitudine: osservare la pelle è un gesto di prevenzione verso sé stessi. 

Oltre all’autoesame della pelle, è consigliabile sottoporsi periodicamente a una visita di diagnosi precoce dei tumori della pelle, soprattutto in presenza di fattori di rischio. È importante rivolgersi allo specialista se un neo cambia forma, colore o dimensione oppure se compaiono nuovi nei dopo i 40 anni.  

Ph. Magnific

Martina Morandi

Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.