Olimpiadi Milano-Cortina: un invito allo sport ma al ritmo giusto

3 min lettura L'esperto risponde A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
Olimpiadi Milano-Cortina: un invito allo sport ma al ritmo giusto

La prof.ssa Daniela Lucini spiega come trasformare il grande evento sportivo in un’opportunità di promozione della salute e corretta educazione al movimento. 

Sembrava lontanissima la data del 6 febbraio 2026. E di colpo, siamo nel clou delle Olimpiadi Milano-Cortina, a consultare il calendario delle gare, a discutere di curling, di hockey su ghiaccio, di sci alpino, come se fossero sport abituali. Già, perché questo è un effetto dei giochi olimpici, una vera e propria febbre che influenza i comportamenti, trascina nell’entusiasmo del momento anche a iscriversi a improbabili corsi, immaginandosi già a volteggiare sui pattini, a lanciarsi dal cancelletto di partenza o scendere sulla pista a razzo. Ma davvero le Olimpiadi cambiano le abitudini della popolazione per quanto riguarda il movimento? «In effetti esiste un incremento di iscrizioni in palestra e in generale una maggiore adesione alle attività sportive dopo le Olimpiadi e questo ha spinto i ricercatori a indagare il fenomeno», risponde Daniela Luciniprofessore ordinario di Scienze dell’Esercizio fisico e dello Sport, Università degli studi di Milano e Responsabile servizio Medicina dello Sport ed Esercizio fisico, Istituto Auxologico italiano di Milano.  «Purtroppo, la risposta che emerge dalla letteratura scientifica è poco incoraggiante. Gli studi che hanno analizzato l’impatto delle Olimpiadi, in particolare nei Paesi ospitanti, mostrano che l’aumento dell’attività fisica legato all’entusiasmo mediatico è breve e transitorio. Passata l’euforia, i livelli di sedentarietà tornano sostanzialmente invariati».  

Effetto olimpico e rischi

Ma dagli studi emerge anche altro. In alcuni casi l’euforia porta a riprendere sport abbandonati da anni o a cimentarsi in attività troppo intense rispetto alle proprie capacità, con un aumento del rischio di infortuni o abbandoni precoci.  «Le Olimpiadi mostrano l’eccellenza, le performance estreme, l’agonismo, ma questo è il frutto di allenamenti intensi, di una vita votata al sacrificio», sottolinea Daniela Lucini. «Non è ciò che serve alla maggior parte delle persone. Per questo diventa centrale il tema dell’educazione al movimento. Ed è uno dei goal che si è posto Milano-Cortina, con conferenze, materiale informativo e in generale attività educative, rivolte alla popolazione in generale».  

I benefici dell’esercizio fisico

Il primo passo? Cominciare dall’ABC e imparare a distinguere la differenza tra attività fisica, esercizio fisico e sport. In pratica, l’attività fisica è qualsiasi movimento che comporti un minimo dispendio energetico come camminare, fare le scale, portare a spasso il cane. L’esercizio fisico è invece pianificato, strutturato, pensato per migliorare specifici aspetti della salute. Il più comune è camminare a passo sostenuto per mezz’ora al giorno. Lo sport, infine, porta in una dimensione agonistica, con le regole, la competizione e con attività a intensità elevate. Una distinzione, questa, che è importante dal punto di vista della salute.  «I benefici maggiori sono legati soprattutto all’esercizio fisico», chiarisce Daniela Lucini. «Man mano però che aumentano l’intensità e l’agonismo, crescono anche i rischi, soprattutto ortopedici e cardiovascolari. Sono rischi che dipendono sempre da un equilibrio tra due fattori: l’intensità dello sforzo e le condizioni cliniche della persona. Ciò che è sostenibile per un atleta olimpico non lo è per una persona sedentaria o con patologie croniche. Questo non significa che lo sport abbia meno valore: al contrario, porta enormi benefici sociali, educativi e relazionali, soprattutto nei giovani. Ma quando si parla di salute pubblica, il messaggio deve essere diverso: non servono le imprese olimpioniche, serve fare bene l’attività prescelta anche con l’aiuto di uno specialista, e praticarla con continuità». 

Per approfondire come trasformare il movimento in un vero strumento di prevenzione, la prof.ssa Daniela Lucini ti aspetta al Festival della Prevenzione.

Il sito del Festival sarà presto online, stay tuned! 

Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.