Sistema immunitario: alleniamo chi ci protegge

4 min lettura L'esperto risponde A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
Sistema immunitario: alleniamo chi ci protegge

Dal fumo all’alimentazione, dall’esercizio fisico ai vaccini: sono tanti i fattori che influenzano le difese del nostro organismo. Il professor Alberto Mantovani ci spiega perché prendersene cura ogni giorno è la migliore strategia di prevenzione.

C’è un‘orchestra speciale, composta da almeno quattro miliardi di musicisti, che suonano in perfetta coordinazione, sotto la guida di magistrali direttori d’orchestra. Dove si trova? Nel corpo. È il sistema immunitario, un insieme di organi e di cellule altamente specializzate con il compito di difendere l’organismo dagli agenti esterni che possono causare infezioni. Ha dunque un ruolo importante, ma per suonare in sintonia, tanto per rimanere in tema di orchestra, c’è bisogno di preparazione, di prove costanti, di strumenti musicali ad hoc. E questo è un compito che spetta a noi. Come? Lo ha raccontato Alberto Mantovani, Presidente della Fondazione Humanitas per la Ricerca, nel corso del Festival della Prevenzione LILT che si è concluso da poco.

Professor Mantovani, perché è importante per tutti noi mantenere un sistema immunitario in forma?

Il sistema immunitario gestisce quotidianamente gli incontri con agenti potenzialmente dannosi, spesso senza che ce ne rendiamo conto. Si occupa innanzitutto di contrastare virus e batteri, ma il suo ruolo non si limita solo alla difesa dalle infezioni. Controlla anche le cellule che “vanno fuori riga”. È ormai una certezza scientifica che è in grado di riconoscere e gestire cellule a rischio di trasformazione tumorale, soprattutto nelle fasi iniziali del processo neoplastico. Certo, questo non accade sempre. Quando ci troviamo di fronte a un paziente con un tumore, siamo anche davanti a un fallimento del sistema immunitario. In questi casi, le cellule tumorali sono riuscite a sfuggire ai meccanismi di difesa, spesso attraverso processi di selezione molto complessi, sui quali la ricerca è ancora in corso.

Ci sono già delle ipotesi su cosa può fare da start a questi processi?

Uno dei fattori che può favorire la crescita tumorale è rappresentato dalle risposte infiammatorie. Tutti abbiamo familiarità con l’infiammazione “classica”, come quella associata a un mal di gola. Esiste però anche un’infiammazione subclinica, più silenziosa e persistente. Un esempio è quello dell’obesità: sappiamo che rappresenta un fattore di rischio oncologico. Il tessuto adiposo, infatti, non è composto solo da cellule adipose, ma anche da cellule del sistema immunitario. In condizioni di sovrappeso e sedentarietà, queste cellule possono alterare il loro funzionamento, contribuendo ad aumentare lo stato infiammatorio dell’organismo. Questo è uno dei motivi per cui lo stile di vita e i fattori ambientali incidono sul rischio di sviluppare un tumore.

Vale solo per le malattie oncologiche?

Sappiamo anche che, ampliando lo sguardo, l’infiammazione sistemica, cioè quella che coinvolge l’intero organismo, gioca un ruolo importante in molte altre malattie. Se vogliamo usare una chiave di lettura più ampia, quasi filosofica, possiamo dire che immunità e infiammazione rappresentano una sorta di “metanarrazione” della medicina. Cosa significa? Significa che questi due elementi mettono in relazione ambiti molto diversi tra loro: dalle infezioni allo stile di vita, fino alle dimensioni neuropsicologiche e psichiatriche. Allo stesso tempo, si collegano a un ampio spettro di malattie, che includono patologie cardiovascolari, metaboliche, autoimmuni e, probabilmente, anche disturbi neuropsichiatrici.

Per questo motivo, mantenere in equilibrio e in buona salute il nostro sistema immunitario è una strategia fondamentale per il benessere generale.

Cosa si può fare nella quotidianità?

Lo stile di vita gioca un ruolo fondamentale ed è formato da alcuni pilastri, tutti fondamentali. Il primo è non fumare e questo vale per qualsiasi tipo di fumo.  Il secondo è l’alimentazione: il consumo regolare di frutta e verdura fresca ha dimostrato, in tutto il mondo, un effetto protettivo nei confronti di molte malattie, compresi i tumori. Il terzo è l’esercizio fisico. Non comprendiamo ancora del tutto i meccanismi, ma i dati sono chiari: l’attività fisica rappresenta un vero e proprio allenamento anche per il sistema immunitario. Infine, è importante mantenere un equilibrio del peso corporeo: il sovrappeso e, soprattutto, l’obesità, aumentano il rischio di sviluppare diverse patologie. Questi sono gli ambiti su cui oggi disponiamo di evidenze solide e su cui possiamo concretamente intervenire. A questi si aggiungono le vaccinazioni.

Possiamo considerarle tra i pilastri fondamentali?

I vaccini rappresentano una forma importante di allenamento per il sistema immunitario. Lo sono anche nella prevenzione dei tumori. Il primo è il  vaccino contro il papilloma virus che previene il tumore della cervice uterina nella donna, ma anche una quota di tumori della testa e del collo, e il tumore anale, sia negli uomini che nelle donne, L’altro è il vaccino contro l’epatite B. Grazie alla vaccinazione diffusa nelle nuove generazioni, oltre che ai progressi nella cura dell’epatite C, il tumore del fegato è oggi in diminuzione nel nostro Paese. In generale poi,  i vaccini sembrano rafforzare la “prima linea di difesa” del nostro organismo. Studi recenti indicano che anche vaccini non direttamente collegati a un determinato tumore possono migliorare la risposta complessiva del sistema immunitario.

Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.