La seconda edizione dell’iniziativa, promossa da LILT Milano, coinvolge 160 volontari di 8 aziende. L’obiettivo è raccogliere e riciclare 100.000 mozziconi di sigaretta lasciati per strada.
Sono ovunque, eppure non li vediamo più. I mozziconi di sigaretta rappresentano il 40% dei rifiuti plastici nel Mediterraneo, un primato scomodo che si accumula sotto i nostri piedi ogni giorno. Nasce da qui “Caccia alla Cicca”: l’iniziativa di volontariato aziendale promossa da LILT Milano, alla sua seconda edizione.
Nel 2026, il progetto ha trovato una cornice d’eccezione: il congresso europeo ECToH Milan 2026 (10ª Conferenza Europea su Tabacco e Salute), interamente dedicato al tema delle città libere dalla nicotina.
Guanti, sacchetti e un obiettivo comune
All’iniziativa hanno aderito 8 grandi aziende: BNY Milan, Siemens Healthineers, QVC Italia, Klépierre Italia, Rabobank, Four Seasons Hotel Milano, The Westin Palace Milan e MINT, mobilitando 160 volontari. Muniti di pettorina, guanti, pinze e sacchetti, i team hanno perlustrato strade, parchi e piazze di Milano e di Monza.
L’obiettivo finale? Raccogliere e riciclare ben 100.000 mozziconi. Un traguardo vicinissimo, se si pensa che durante i giorni del congresso erano già esposti in sala circa 40.000 mozziconi raccolti nelle prime tappe.
Alla mobilitazione aziendale si affiancano due tappe di particolare rilievo gestite direttamente dai volontari LILT all’esterno dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Un’azione, legata alla ricerca del Centro Antifumo dell’Istituto, che ha un duplice obiettivo: sensibilizzare dipendenti, pazienti e accompagnatori sui rischi del fumo passivo e migliorare concretamente la qualità dell’aria e il decoro dell’ospedale.
I mozziconi raccolti non finiranno in discarica. Saranno consegnati a Re-Cig, un’azienda che ha brevettato un processo di trasformazione per ricavare dai filtri esausti dei polimeri plastici, poi riutilizzati per creare oggetti di uso quotidiano. Un ciclo virtuoso che chiude il cerchio tra danno ambientale e recupero.
Le aziende partecipanti hanno ricevuto una targa a riconoscimento del loro impegno.






La sorpresa di Porta Nuova
A testimoniare l’esperienza, durante il congresso europeo, è stata Maria Mampieri, Site team leader di BNY Milan – Bank of New York: «In un’ora, insieme a 15 colleghi, abbiamo riempito quattro contenitori di mozziconi nella zona di Porta Nuova, molti più di quanto ci aspettassimo. Ma la sorpresa più grande è stata la reazione della gente: i cittadini ci fermavano per chiederci cosa stessimo facendo, ci indicavano dove raccogliere e, in alcuni casi, si sono messi a seguirci e aiutarci.»
Un segnale chiaro: la sensibilità urbana sta cambiando e le persone sono pronte a rispondere positivamente.



Le città come protagoniste della salute
Come ha ricordato Cristian Parolini, dello staff dell’Assessorato Ambiente e Verde del Comune di Milano, il tabacco è responsabile del 5-7% delle emissioni inquinanti da polveri sottili in città. Un dato che ha spinto il Comune a vietare il fumo in tutte le aree pubbliche dal gennaio 2025, salvo che in luoghi isolati dove sia possibile rispettare una distanza di almeno 10 metri da altre persone.
Sulla stessa linea Anna Maria Molino (Rete Città Sane OMS), che ha evidenziato la responsabilità dei comuni nel sensibilizzare i cittadini, specialmente i giovani, sull’impatto ambientale del fumo. Proprio per rendere visibile questo impatto, si è unito l’appello di Matteo Bignardi, Referente regionale Lombardia e Corporate Partnership Specialist di Plastic free Onlus. Citando la “filosofia dei colibrì”, piccoli gesti che generano grandi impatti, Bignardi ha spiegato come tanti piccoli gesti abbiano permesso alla sua rete di rimuovere ben 3 tonnellate di mozziconi dall’ambiente solo nell’ultimo anno.
Il volontariato che fa bene all’azienda
“Caccia alla Cicca” è molto più di una semplice pulizia urbana: è un modo per toccare con mano l’impatto ambientale di un gesto quotidiano, spesso sottovalutato.
Le aziende che hanno partecipato lo sanno bene: il volontariato aziendale crea connessioni tra colleghi, rafforza il senso di appartenenza al territorio e trasforma la cultura della prevenzione in un’esperienza.