I 10 anni di Agenti 00Sigarette celebrati all’ECToH Milan 2026 tra premiazioni delle classi, un riconoscimento europeo e la ricerca della Bicocca che ne dimostra l’efficacia.
Siamo qui. Tutti qui. Un ritornello, una promessa, una constatazione. Sul palco gli Agenti allenatori, in sala le classi con la loro carica di energia e allegria. E fuori dalla porta, il congresso europeo, ECToH Milan 2026 (European Conference on Tobacco or Health), che quest’anno ha ospitato la festa di fine anno del programma Agenti 00Sigarette – Missione LILT, insieme alla presentazione di una ricerca che misura cosa significa davvero fare prevenzione con i bambini.
Agenti in festa
La sala si è riempita di gesti. Ogni scuola ha scelto il proprio, tra quelli proposti durante il programma, quello che per i bambini e le bambine rappresenta la prevenzione. Sul palco l’agente presentatore Rodrigo, gli Agenti allenatori, protagonisti delle attività di LILT nelle scuole, e augh il grande capo Manuela, Coordinatrice programmi educativi scuole primarie e secondarie. In platea, le classi quarte, e per la prima volta anche le classi quinte, di nove scuole del territorio – 263 bambini e 39 docenti – che hanno lavorato tutto l’anno su progetti di prevenzione: disegni, fumetti, canzoni, video.
Tutte le classi presenti sono state premiate per i loro elaborati, selezionati da una giuria di dipendenti LILT, volontari ed esperti in ambito educativo e della comunicazione: 4B via Stoppani, Milano; 4B Manzoni, Lesmo; 4A e 4B Dante Alighieri, Correzzana Lesmo; 4B Casa del sole, Milano; 4C De Vecchi Fisogni, Paderno Dugnano; 4C Confalonieri, Milano e il lavoro di due alunne della 4A Bachelet, Monza. Due menzioni speciali hanno coronato la giornata: “continuità e inclusività” per le classi 5A e 5C Puecher di Monza, e “continuità e comunità” per le classi 4A e 4B Collodi di Seveso.
Nei video le piccole missioni quotidiane degli Agenti allenatori che fanno sorridere e fanno capire. Le premiazioni, i gesti, gli applausi. Ma la cosa che resta, alla fine, è quella sala piena di bambini che sapevano esattamente perché erano lì e lo mostravano con tutto il corpo.






La prova del tempo
Cosa rimane, davvero, di un programma di prevenzione vissuto a nove anni? La ricerca della Prof.ssa Patrizia Steca dell’Università di Milano-Bicocca, presentata all’ECToH, ha provato a rispondere e i risultati sono rilevanti.
Nel breve termine, i bambini che hanno partecipato sviluppano una conoscenza più accurata sui rischi del fumo e atteggiamenti più negativi verso il tabacco. Le loro rappresentazioni mentali cambiano in profondità: dal vedere il fumo come qualcosa di “cool” al percepirlo correttamente come causa di danni, malattie e dipendenza.
Il dato più sorprendente arriva però dal follow-up a dieci anni, su ragazzi oggi tra i 18 e i 20 anni. Chi ha vissuto Agenti 00Sigarette mantiene ancora una conoscenza del fumo significativamente superiore rispetto al gruppo di controllo, e ricorda immagini e personaggi specifici. “Me lo ricordo ancora, parlavamo di Tina Nicotina con gli amici.” “La consapevolezza dei danni del fumo viene da quella cosa lì.”
Inoltre, la ricerca mette a fuoco una sfida che il programma conosce bene: sapere non basta. I ragazzi che fumano mostrano spesso alta consapevolezza dei rischi, ma continuano. Il problema è il contesto: i fumatori riportano un’esposizione quotidiana ad altri fumatori quasi doppia rispetto ai non fumatori (72,1% contro 38,2%), e associano il fumo all’appartenenza al gruppo, ai momenti condivisi, alla gestione dello stress. È precisamente qui che l’approccio di Agenti Speciali, che non informa soltanto, ma lavora sul gruppo dei pari, sulle emozioni e sulle competenze sociali fin dall’infanzia, si rivela più che mai necessario.
Un modello che funziona
A chiudere la festa, un riconoscimento europeo. Durante ECToH, Agenti 00Sigarette ha ricevuto il 1° premio della Call for Projects: il programma è stato premiato per il suo approccio coinvolgente e centrato sui bambini, capace di promuovere la prevenzione e allenare la resistenza alla pressione dei pari attraverso il teatro sociale.
Un premio che dice una cosa semplice: questo modello funziona. E merita di crescere.



Ogni bambina e ogni bambino può diventare un piccolo testimone di prevenzione.