Giornata mondiale dell’ambiente: i nemici sottovalutati

4 min lettura L'esperto risponde A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
Giornata mondiale dell’ambiente: i nemici sottovalutati

Un grido d’allarme apre la Giornata mondiale dell’ambiente del 5 giugno: l’appello a un’azione climatica concreta passa anche attraverso la lotta al tabagismo. Dagli incendi dolosi alla plastica nei mari, fino all’impatto devastante dei prodotti a base di nicotina sugli ecosistemi, proteggere la Terra significa oggi eliminare abitudini dannose per la salute dell’uomo e del pianeta.

Adesso basta. Basta con gli incendi dolosi, basta con i mari invasi dalla plastica. Basta alla mancanza di rispetto verso l’ambiente, basta a chi nega la realtà. È con questo impeto che si apre la Giornata mondiale dell’ambiente, il 5 giugno. Il tema ufficiale è: ”Inspired by Nature. For Climate. For Our Future“ (Ispirati dalla natura. Per il clima. Per il nostro futuro). L’obiettivo è sensibilizzare il pubblico sulla necessità di accelerare le azioni concrete per affrontare la crisi ambientale. E questo significa anche smettere di fumare, di svapare, insomma, abbandonare tabacco e prodotti a base di nicotina. Già, perché anche questo fa bene alla Terra. Il tabacco, infatti, non danneggia soltanto chi fuma: lascia una traccia profonda nell’aria, nell’acqua, negli ecosistemi e, in definitiva, nel futuro delle nuove generazioni.

L’impatto ambientale

Sigarette tradizionali, sigarette elettroniche e nuovi prodotti a base di nicotina hanno un impatto da non sottovalutare sull’ambiente. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dedicato a questo tema due importanti rapporti, pubblicati nel 2017 e nel 2022. E non a caso, la Giornata mondiale senza tabacco del 2022 aveva scelto come slogan “Il tabacco avvelena il nostro pianeta“, sottolineando come l’intera filiera produttiva rappresenti una minaccia per l’ambiente. «L’impatto ambientale del tabacco inizia dalla coltivazione», spiega Maria Sofia Cattaruzza, professore associato di Igiene presso il Dipartimento di Sanità Pubblica e Malattie Infettive dell’Università Sapienza di Roma e presidente dell’Alleanza per un Italia Senza Tabacco. «In molte aree del mondo, soprattutto in Sud America, i terreni destinati alle piantagioni vengono ottenuti attraverso la deforestazione». A questo si aggiunge un enorme consumo di risorse idriche. Secondo le stime riportate dall’OMS, per produrre una singola sigaretta servono circa 3,7 litri d’acqua. Una quantità che diventa enorme se moltiplicata per i miliardi di sigarette consumate ogni anno. Anche le emissioni di anidride carbonica sono significative: l’intera filiera del tabacco contribuisce ogni anno a decine di milioni di tonnellate di CO₂, con un impatto paragonabile a milioni di voli transatlantici.

Il problema dei mozziconi e delle microplastiche

Tra le forme di inquinamento più evidenti ci sono i mozziconi di sigaretta. «I filtri, spesso percepiti erroneamente come una protezione per i fumatori, sono realizzati principalmente in acetato di cellulosa, una plastica che non si biodegrada», continua la professoressa Cattaruzza. «Con l’esposizione alla luce ultravioletta, i filtri si frammentano progressivamente fino a trasformarsi in microplastiche».

Molti mozziconi finiscono nei corsi d’acqua e, infine, in mare. Le microplastiche vengono così ingerite dagli organismi marini e si accumulano lungo la catena alimentare. «Oggi sappiamo che queste particelle sono presenti anche nel corpo umano», sottolinea la professoressa Cattaruzza «e sono oggetto di numerosi studi per comprenderne gli effetti sulla salute, compreso il possibile ruolo come interferenti endocrini». Non è finita. Il mozzicone di sigaretta rappresenta una delle principali cause di incendi, soprattutto durante la stagione estiva, con conseguenze potenzialmente devastanti per l’ambiente. Viene spesso gettato dal finestrino dell’auto o abbandonato lungo strade e sentieri, dove può facilmente innescare roghi nei boschi e nelle aree verdi. Per questo motivo sono sempre più numerose le iniziative di sensibilizzazione rivolte a escursionisti, camminatori e frequentatori di parchi naturali. L’obiettivo è promuovere comportamenti responsabili attraverso campagne informative e cartellonistica dedicata, scoraggiando l’abbandono dei mozziconi e contribuendo così alla prevenzione degli incendi.

Sigarette elettroniche: la nuova emergenza

Se i mozziconi rappresentano una minaccia nota, le sigarette elettroniche usa e getta in particolare stanno creando un’emergenza ambientale ancora più complessa. «Questi dispositivi contengono plastica, batterie al litio, componenti elettronici e liquidi residui», dice la professoressa Cattaruzza. «Il problema è che spesso non possono essere facilmente smontati e differenziati. Nella maggior parte dei casi finiscono nell’indifferenziata. Anche perché i punti di raccolta previsti presso alcuni rivenditori sono poco conosciuti e poco utilizzati».

Le conseguenze non sono trascurabili. Un’indagine giornalistica ha evidenziato come, nel Regno Unito, ogni secondo vengono buttate nell’ambiente due sigarette elettroniche. A conti fatti, il litio così disperso ogni anno sarebbe sufficiente per realizzare circa 1.200 batterie per automobili elettriche. Sempre nel Regno Unito, un articolo pubblicato su The Guardian ha evidenziato un aumento del rischio di incendi negli impianti di trattamento dei rifiuti quando i dispositivi vengono compressi insieme agli altri materiali. Con un’emanazione di gas tossici che ancora una volta vanno a minare la salute della terra.

Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.