In occasione del World Hepatitis Day, scopriamo come difenderci da una delle infezioni più diffuse al mondo. Come si trasmette, perché vaccinarsi e cosa evitare.
Epatiti, queste sconosciute. Incredibile, vero? Eppure, è così. Ed ecco spiegata la ragione del motto che accompagna la World Hepatitis day 2026: let’s break it down. Già, perché forse è il caso di ricominciare dai principi di base, spiegare che cos’è l’epatite, come si previene e che cosa succede a non curarla. Solo così, è possibile sconfiggere la malattia, un obiettivo importante, che coinvolge tutta la popolazione mondiale. Un po’ di ripasso, dunque. L’epatite è un’infiammazione del fegato che, nella maggior parte dei casi, è causata da un’infezione virale. I virus responsabili sono cinque e vengono identificati con le lettere A, B, C, D ed E. Qualche numero? Ogni anno si registrano quasi 2 milioni di nuovi casi e sono ben 287 milioni le persone che convivono con l’epatite virale. A tutt’oggi, viene considerata la più letale tra le malattie trasmissibili, come dimostrano i dati: causa ogni anno il decesso di 1,34 milioni di persone.
Sì alla vaccinazione
Pochi lo sanno, ma la vaccinazione contro l’epatite B è anche una difesa contro il tumore del fegato. Interessa circa un quarto dei pazienti con epatite cronica: la forma più frequente è l’epatocarcinoma, che nella maggior parte dei casi si sviluppa su un fegato già danneggiato dalla cirrosi. Il vaccino inoltre protegge indirettamente anche dall’epatite D, che si instaura generalmente in pazienti con la B. La vaccinazione anti-epatite B in Italia è obbligatoria e gratuita per tutti i nuovi nati dal 1991 e rientra nel calendario delle vaccinazioni pediatriche. L’altro vaccino disponibile è quello contro l’epatite A. Non è obbligatorio ma consigliato a chi deve viaggiare in Paesi dove il virus è molto diffuso, a chi ha uno stile di vita che aumenta il rischio di contagio e a chi soffre di malattie croniche del fegato. Può essere utile anche dopo un contatto stretto con una persona malata di epatite A, perché aiuta a prevenire l’infezione.
La prevenzione? Esiste
Prudenza, attenzione. Sono queste in sostanza le parole che dovrebbero far parte del vocabolario di tutti e che servono a tenere lontano il rischio di ammalarsi, insieme alla vaccinazione quando è disponibile. Le regole da mettere in pratica sono semplici. In generale, è bene evitare, specialmente in viaggio, di consumare cibi crudi e di bere acqua, se non è in bottiglie chiuse (questo in particolare per l’epatite A), i rapporti sessuali non protetti, compresi quelli orali e anali, tatuaggi, piercing, manicure e pedicure in locali con scarsa igiene e con aghi, siringhe, oggetti taglienti non sterilizzati. No anche a scambiarsi oggetti per l’igiene personali e in primo luogo forbicine, pinzette, rasoio, spazzolino da denti.
Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.