Il caffè è una delle bevande più amate dagli italiani, ma attenzione alla temperatura: bere abitualmente liquidi molto caldi può aumentare il rischio di tumore all’esofago. Ecco cosa dice la ricerca e quali accorgimenti adottare.
C’è chi non aspetta altro che iniziare la giornata con una tazza di caffè appena uscito dalla moka e chi al bar ordina un espresso bollente. Il caffè è indubbiamente una delle bevande più amate dagli italiani, un appuntamento quotidiano che difficilmente associamo a un rischio per la salute. Eppure, il problema potrebbe non essere il caffè in sé, ma la temperatura alla quale lo beviamo.
Che assumere regolarmente bevande troppo calde, come caffè, tè e tisane, possa aumentare il rischio di tumore all’esofago non è una novità. Già nel 2016 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) aveva classificato le bevande molto calde, ovvero quelle consumante a temperature superiori a 65 °C, come probabili cancerogeni (gruppo 2A). Le evidenze disponibili, seppure inizialmente limitate, avevano infatti indicato un’associazione tra il consumo di bevande molto calde e il rischio di tumore all’esofago, un legame approfondito anche dalle successive ricerche.
Un nuovo studio riaccende l’attenzione sulla temperatura
A riportare l’attenzione sul tema, è stato il nuovo studio pubblicato sull’International Journal of Cancer e coordinato dalla Cancer Epidemiology Unit dell’Università di Oxford. La ricerca ha coinvolto quasi un milione di persone nel Regno Unito, seguite per circa 14 anni. Nel corso dello studio sono stati registrati oltre 2.000 casi di tumore all’esofago, diagnosticati soprattutto tra le persone che dichiaravano di bere tè o caffè «molto caldi» (very hot). In questo gruppo, il rischio di sviluppare un carcinoma squamocellulare dell’esofago risultava circa tre volte maggiore rispetto a quello delle persone che dichiaravano di consumare bevande tiepide (warm).
L’aumento non è stato osservato, invece, per l’adenocarcinoma, tumore che compare più spesso nella parte bassa dell’esofago, vicino allo stomaco.
Anche la frequenza sembra avere un ruolo: tra chi beveva almeno sei bevande calde al giorno, il rischio risultava maggiore del 71%. Questo dato non significa, però, che sei bevande rappresentino una soglia precisa oltre la quale il rischio aumenta. A fare la differenza sono la temperatura, la quantità e la frequenza. L’esposizione ripetuta a bevande molto calde potrebbe danneggiare la mucosa dell’esofago e contribuire allo sviluppo del tumore.
Anche altri alimenti e preparazioni, come brodi e zuppe, potrebbero avere un effetto simile se consumati abitualmente bollenti, sebbene le evidenze su questa associazione siano ancora limitate.
Bere il caffè senza scottarsi
Come capire, quindi, qual è la temperatura giusta per bere il nostro caffè? Un primo accorgimento è evitare di berlo quando è ancora così caldo da provocare fastidio alla bocca, aspettando qualche minuto prima di portare la tazza alle labbra. Chi ama le bevande molto calde può provare ad abituarsi gradualmente a temperature più basse, scoprendo che questo permette anche di assaporarne meglio il gusto.
È importante prestare attenzione anche agli altri principali fattori di rischio del carcinoma squamocellulare dell’esofago, in particolare il fumo e il consumo di alcol. In presenza di queste abitudini, bere regolarmente bevande bollenti può aggiungere un’ulteriore fonte di stress per la mucosa esofagea.
Non bisogna, dunque, rinunciare al nostro amatissimo caffè: basta aspettare qualche minuto prima di berlo. Perché anche una piccola abitudine, come evitare di consumare una bevanda quando è ancora bollente, può contribuire alla prevenzione.
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Ph. Magnific
Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.
