Schiscetta? Le idee smart che fanno la differenza 

3 min lettura Salute e Benessere A cura di Martina Morandi Ultimo aggiornamento:
Schiscetta? Le idee smart che fanno la differenza 

Dalla pianificazione degli ingredienti alla varietà nel piatto, portarsi il pranzo da casa può diventare un alleato prezioso per mangiare in modo sano, risparmiare e riscoprire il piacere del cibo quotidiano. 

Portare il pranzo da casa non è solo una scelta pratica, ma un vero e proprio gesto di cura verso sé stessi. Sempre più persone stanno riscoprendo il valore della “schiscetta”, non solo per una questione economica — che resta comunque significativa, soprattutto nelle grandi città — ma anche per il desiderio di avere maggiore controllo su ciò che si mangia.  «Preparare il proprio pasto significa allontanarsi dai cibi pronti e ultraprocessati e tornare a una cucina più semplice, fatta di ingredienti riconoscibili e combinazioni equilibrate», spiega Stefano Erzegovesi, nutrizionista e psichiatra.  

“Non ho tempo”: davvero? 

Uno degli ostacoli più frequenti è la mancanza di tempo, ma spesso è più una percezione che una reale impossibilità. «Con un minimo di organizzazione, bastano anche trenta minuti per preparare un pasto completo, soprattutto se si sfrutta la pianificazione settimanale», racconta il dottor Erzegovesi. «Cuocere in anticipo cereali in chicco come orzo, farro, riso integrale e legumi, permette di avere sempre una base pronta da combinare con verdure e altri ingredienti.»  

In questa organizzazione, un aspetto da considerare è trovare un ritmo sostenibile, senza sensi di colpa: non serve essere perfetti né riuscirci ogni giorno. 

Come comporre una schiscetta sana ed equilibrata 

Dal punto di vista nutrizionale, una schiscetta sana è prima di tutto equilibrata. Una buona base è quella vegetale, che unisce cereali in chicco, legumi e verdure di stagione. Questa combinazione garantisce energia, sazietà e un apporto completo di nutrienti, oltre a favorire il benessere generale. È importante anche considerare gli aspetti pratici, come la conservazione degli alimenti: «L’aspetto della sicurezza alimentare non è da trascurare» sottolinea Erzegovesi, «soprattutto quando si includono proteine più delicate come carne e pesce e non si dispone di un frigorifero dove conservare il pasto. Ecco perché una proteina vegetale, come i legumi, è un’alternativa più sicura.» 

Non rinunciare al gusto 

Mangiare sano è importante, ma non deve mai essere sinonimo di monotonia. Il gusto si costruisce nel tempo e può essere allenato, soprattutto se si è abituati a sapori molto intensi tipici dei prodotti industriali. «Erbe aromatiche, spezie e una nota di acidità data dal succo di limone, dalla senape o dall’aceto, possono trasformare anche un piatto semplice in qualcosa di piacevole e appagante», spiega Erzegovesi. Anche la consistenza gioca un ruolo importante: «L’aggiunta di frutta secca, ad esempio, rende il pasto più interessante e contribuisce al senso di sazietà. E non va dimenticato il tempo dedicato al pasto: mangiare lentamente permette di apprezzare meglio i sapori e favorisce una digestione più efficace.» 

Sfatiamo qualche falso mito 

Intorno all’alimentazione circolano ancora molte convinzioni che rischiano di complicare inutilmente le scelte quotidiane. Non ci sono, ad esempio, controindicazioni nel combinare fonti proteiche diverse: «l’idea che ci possano essere delle fantomatiche interforze tra proteine è assolutamente falsa», precisa Erzegovesi. «Anzi, combinare più proteine aiuta anche il palato a non annoiarsi, che è uno dei problemi principali oggi, abituato a sapori e consistenze molto intensi e seducenti.» 

Anche sul fronte degli alimenti pratici è bene fare chiarezza: i prodotti surgelati, come verdure, legumi, pesce, sono una valida alternativa al fresco, così come utilizzare legumi in scatola rappresenta una soluzione pratica e veloce.  

Infine, il microonde, spesso ingiustamente demonizzato, non è altro che uno strumento per riscaldare il cibo in modo sicuro.  

Martina Morandi

Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.