Dal rischio di infezione ai controlli periodici, fino al vaccino: le risposte della ginecologa Raffaela Di Pace per capire come proteggere la propria salute.
Il 4 marzo si celebra l’HPV Day, la giornata internazionale dedicata alla sensibilizzazione sul Papilloma virus, una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse al mondo. Nonostante sia molto comune, l’HPV è ancora poco conosciuto e spesso sottovalutato, soprattutto per quanto riguarda prevenzione e vaccinazione. Per fare chiarezza, abbiamo intervistato la dottoressa Raffaela Di Pace, ginecologa, che ci aiuta a capire perché informazione e prevenzione siano strumenti fondamentali per la nostra salute.
Dottoressa, partiamo dalle basi: che cos’è l’HPV?
HPV è l’acronimo di Human Papilloma Virus. Stiamo quindi parlando di un virus o meglio di un’intera famiglia di virus, perché di Papilloma virus ne esistono circa 200. Non tutti i ceppi sono patogeni allo stesso modo, solo alcuni di loro sono ad alto rischio e sono quei ceppi che possono determinare, nell’uomo e nella donna, alcuni tipi di tumore: quello dell’utero, in primis, vagina, vulva, pene, ano e alcuni tumori dell’orofaringe.
È un’infezione che possono contrarre tutti?
Sì, l’infezione da Papilloma virus è molto comune. Si stima che l’80% delle persone sessualmente attive abbia incontrato il virus almeno una volta nella vita. Ognuno di noi, però, ha un sistema immunitario, che nella maggior parte dei casi riesce a debellare l’infezione senza complicanze. Altre volte, invece, soprattutto se l’infezione è persistente il virus può agire nel tempo portando prima alla formazione di lesioni precancerose e poi a un vero e proprio tumore.
Come si trasmette l’HPV?
L’HPV si trasmette attraverso il contatto tra mucose e cute, soprattutto nell’aria genitale; questo è il motivo per cui l’infezione da Papilloma virus è così diffusa. È quindi importante capire che l’infezione si trasmette anche senza aver avuto un rapporto completo.
E come ci si accorge di aver contratto l’infezione?
Uno dei problemi dell’infezione da Papilloma virus è il suo decorso asintomatico; infatti, molte persone non se ne accorgono. Proprio per questo sono fondamentali i test di prevenzione, molto sensibili a individuare il virus. Stiamo parlano del Pap test e dell’HPV test. In entrambi i casi, questi esami strumentali ci permettono di individuare la presenza del virus e capire qual è il rischio per la paziente di sviluppare prima una lesione precancerosa e poi un tumore. Il Pap test, inoltre, ci permette di diagnosticare la lesione precancerosa molti anni prima che il tumore si formi. Sono quindi strumenti di prevenzione secondaria dei tumori dell’apparato genitale femminile da non sottovalutare.
Quali sono, invece, gli strumenti di prevenzione primaria per proteggerci dall’HPV?
La protezione più efficace è sicuramente la vaccinazione, raccomandata sia per le ragazze sia per i ragazzi, a partire dall’undicesimo anno di età e gratuita fino ai 26 anni. La vaccinazione è utile anche per le persone che hanno più di 26 anni e che hanno già contratto un’infezione da un particolare ceppo di Papilloma virus. L’attivazione del sistema immunitario, che si ottiene attraverso la vaccinazione, consente di debellare più rapidamente l’infezione contratta e contemporaneamente proteggere dal rischio di infettarsi da ceppi diversi.
L’uso del preservativo non rappresenta una protezione totale, ma parziale, perché basta anche solo il contatto con le mucose per contrarre l’infezione.
Gli strumenti di prevenzione secondaria, invece, come Pap test e HPV test, non riducono il rischio di infettarsi, ma nel momento in cui è avvenuta l’infezione e si è sviluppata una lezione precancerosa, permettono di individuarla e curarla prima che diventi un cancro.
La vaccinazione è dunque il gold standard per la prevenzione del Papilloma virus. Da quali ceppi virali ci protegge?
Il vaccino protegge dai ceppi più pericolosi, quelli che determinano l’insorgenza delle lezioni precancerose e poi del cancro. In commercio, attualmente, esiste una vaccinazione che copre da 9 ceppi virali, ovvero quelli più pericolosi. Esiste però un concetto di “cross-protezione”, ovvero l’attivazione del sistema immunitario verso quei ceppi virali non inclusi nella vaccinazione. Questo è legato alla similitudine del DNA dei vari ceppi di Papilloma virus.
Il vaccino contro l’HPV è stato davvero una rivoluzione in campo medico-scientifico perché è di fatto il primo vaccino anticancro, ma quanto dura la copertura?
Gli studi clinici di follow-up mostrano che gli anticorpi prodotti in seguito alla vaccinazione possono persistere nell’organismo per almeno 25 anni, garantendo quindi una protezione di lunga durata. L’età ideale per vaccinarsi è l’infanzia o l’adolescenza, preferibilmente prima dell’inizio dell’attività sessuale, in questo modo si ha la certezza di non aver già contratto l’infezione e si beneficia di una risposta immunitaria più efficace, che a 11-12 anni risulta particolarmente robusta. La vaccinazione può comunque essere effettuata anche in età adulta e può essere utile soprattutto per chi ha rapporti sessuali con partner diversi.
Controlli regolari e le giuste misure di prevenzione sono fondamentali per proteggere la tua salute dall’HPV.
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Biologa e divulgatrice scientifica. Dopo la laurea e il dottorato di ricerca, ha conseguito un master in Comunicazione della Scienza e ha scelto di dedicarsi alla divulgazione scientifica. Si occupa principalmente di salute e prevenzione oncologica, con l’obiettivo di rendere la scienza chiara e accessibile a tutti.
