Non è mai troppo tardi per prevenire i tumori

4 min lettura L'esperto risponde A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
Non è mai troppo tardi per prevenire i tumori

Migliorare il proprio stile di vita fa bene alla salute a qualsiasi età, come dimostra una nuova ricerca internazionale. L’esperto Elio Riboli spiega perché e come.

Non è mai troppo tardi. Per cambiare lavoro, per laurearsi, per sposarsi. E allora, perché assale la rassegnazione quando si tratta di correggere i fattori di rischio? Eppure, le raccomandazioni alla base della prevenzione può metterle in pratica anche chi ha i capelli bianchi. Sembra impossibile, certo, ma è così e lo ha dimostrato una ricerca internazionale. I risultati? Uno stimolo al cambiamento. Come ci racconta Elio Riboli, tra gli autori del lavoro scientifico, professore di Epidemiologia del cancro e Prevenzione, Scuola di Sanità Pubblica, dell’Imperial College di Londra

Professor Riboli, è davvero possibile correggere gli errori nello stile di vita anche dopo i 50 anni? 

È una domanda che ci accompagna da tempo. Sappiamo già che adottare abitudini sane è associato a un minor rischio di sviluppare le principali cause di morte, come malattie cardiache, ictus, patologie polmonari e tumori. Tuttavia, finora pochi studi hanno analizzato in modo approfondito, attraverso dati raccolti nel tempo, quanto il cambiamento delle abitudini incida concretamente sulla mortalità complessiva e su quella legata al cancro. Proprio da questa lacuna nasce la nostra ricerca: abbiamo voluto esplorare un ambito ancora poco indagato, per capire se migliorare il proprio stile di vita in età adulta, anche dopo i 50 anni, possa davvero fare la differenza in termini di sopravvivenza. 

Come avete reclutato i partecipanti allo studio? 

Abbiamo utilizzato i dati della coorte EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and Nutrition), uno dei più ampi studi europei sul rapporto tra alimentazione, stili di vita e salute. Sono stati analizzati i profili di 308.497 adulti senza diagnosi di cancro al momento dell’arruolamento (il 71% donne), di età compresa tra 35 e 70 anni. In modo semplice, abbiamo preso in considerazione quattro fattori chiave: abitudine al fumo, consumo di alcol, indice di massa corporea e livello di attività fisica. Questi elementi sono stati valutati al momento dell’ingresso nello studio per attribuire a ciascun partecipante un punteggio complessivo di “stile di vita sano”. La stessa valutazione è stata poi ripetuta, tramite questionario, dopo un periodo medio di 7,1 anni, così da osservare eventuali cambiamenti nelle abitudini nel tempo. 

Ci racconta che risultati avete ottenuto? 

Questo studio fornisce nuove evidenze sui benefici di uno stile di vita sano. I risultati mostrano che migliorare le proprie abitudini in età adulta, ad esempio seguendo un’alimentazione equilibrata, facendo più attività fisica, smettendo di fumare o riducendo il consumo di alcol, è associato a una riduzione del rischio di morte, sia per tutte le cause sia in particolare per il cancro. Inoltre, chi adotta comportamenti più salutari tende non solo ad avere una minore probabilità di morire prematuramente, ma anche a posticipare nel tempo il rischio di morte. Al contrario, un peggioramento dello stile di vita nel corso degli anni è legato a un aumento dei tassi di mortalità e a una maggiore probabilità di andare incontro a una morte anticipata. In sintesi, i dati confermano che non è mai troppo tardi per migliorare le proprie abitudini: anche cambiamenti introdotti in età adulta possono avere un impatto significativo sulla salute e sulla sopravvivenza

Professor Riboli, lei sarà tra i protagonisti di questa edizione del Festival della Prevenzione LILT. Ci sarà un messaggio forte?  

Come abbiamo visto, sta emergendo che cambiare lo stile di vita produce effetti a qualsiasi età, a fronte di un rischio più basso di eventi letali. Sono informazioni importanti che, insieme a molte altre, consolidano dal punto di vista scientifico il valore di un regime alimentare ricco di frutta, verdura, cereali integrali e relativamente povero in carni rosse, insaccati e cibi ricchi in grassi animali e messo in luce quali meccanismi negativi scattano nell’organismo in caso di consumo eccessivo di alcolici, in chi fuma, in chi ha un eccesso di peso.  Ora, con questa nuova ricerca e altre ancora, sarà interessante esaminare l’impatto dei cambiamenti nello stile di vita e seguirne l’andamento nel corso degli anni, con l’obiettivo anche di comprendere quanto è importante la relazione tra questi cambiamenti e il rischio di malattia, anche in positivo. 

Non è mai troppo tardi per adottare uno stile di vita sano. Con il prof. Elio Riboli scopri come al Festival della Prevenzione.

Scopri il programma e prenota il tuo posto gratuito.

Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.