Meno smartphone, più relazioni: le regole per allenare la mente

3 min lettura L'esperto risponde A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
Meno smartphone, più relazioni: le regole per allenare la mente

Attività fisica, rapporti sociali e sana alimentazione: i consigli del prof. Silvio Garattini per allenare la mente e prevenire il declino cognitivo.

Proprio come il corpo, anche la mente ha bisogno di essere allenata, nutrita e protetta nel tempo. Prendersi cura del cervello significa investire sul presente e sul futuro, riducendo il rischio di declino cognitivo e migliorando la qualità della vita. E questo, a ogni età, com’è emerso nel corso del talk “Allenare la mente”, durante il Festival della Prevenzione LILT. Tra gli esperti ospiti di questo incontro c’era anche Silvio Garattinifarmacologo, ricercatore e Presidente e fondatore dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. Ecco i suoi consigli.

Camminare tutti i giorni

Gli studi mostrano che, mettendo a confronto un gruppo che svolge regolarmente attività fisica e uno sedentario, dopo un anno il gruppo attivo presenta un numero maggiore di neuroni in alcune aree cerebrali, come l’ipotalamo. Questo si traduce in una migliore memoria, una maggiore capacità di apprendimento e, soprattutto, in un rallentamento del declino delle funzioni cognitive. Ed è sufficiente camminare di buon passo tutti i giorni, perché questo tipo di movimento aumenta la circolazione cerebrale e la produzione di sostanze molto importanti per l’organismo. Come la fibrinolitica, una sostanza che aiuta a sciogliere i piccoli trombi che possono formarsi nei capillari e che potrebbero danneggiare i neuroni. E la BDNF, Brain-Derived Neurotrophic Factor, una proteina che protegge i neuroni e favorisce una migliore ossigenazione del cervello.

Praticare una corretta igiene del cervello

Il media multitasking, cioè l’utilizzo contemporaneo di più dispositivi, rappresenta sicuramente una fonte di stress per il cervello. Gli studi hanno mostrato che questo accade per almeno due motivi. Innanzitutto, il multitasking digitale riduce la facilità con cui il cervello riesce a “disconnettersi” e recuperare energie, sia durante le attività quotidiane sia nei momenti di pausa rigenerativa, come il sonno notturno. Il secondo aspetto riguarda invece la concentrazione: l’uso dei dispositivi riduce la connettività tra le diverse aree cerebrali, con un impatto diretto sulla capacità di mantenere il focus.

Intrecciare rapporti sociali

Combattere la solitudine è il primo allenamento per il mantenimento della plasticità cerebrale.  A dimostrazione ci sono anche degli studi, che sono stati condotti per identificare il fattore di rischio più importante per la demenza senile. Risultato? La mancanza di rapporti sociali. Sì allora a trascorrere del tempo con altre persone, iscriversi a gruppi per visitare musei, per fare gite, per praticare attività fisica, per sviluppare un hobby.

Mangiare bene e poco

La salute del cervello passa anche da una sana alimentazione, ricca di verdura e frutta fresche, di cereali integrali, di legumi, di pesce e povera di carne. Ma non solo. Contano anche tre aspetti: quando si mangia, quanto si mangia e cosa si mangia. Il “quando” e il “quanto” vanno adattati soprattutto allo stile di vita della persona. Chi lavora e ha poco tempo per la pausa pranzo, per esempio, è bene che prediliga un pranzo light con porzioni ridotte. Oppure che suddivida i pasti in quattro o cinque “micro-pasti” lungo l’arco della giornata. Attenzione anche al “quanto”: quante calorie e quanto cibo si assumono. E al “cosa”, perché non tutti gli alimenti hanno lo stesso valore nutrizionale.

Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.