Zenzero: una mano per la chemioterapia

2 min lettura Salute e Benessere A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
Zenzero: una mano per la chemioterapia

Uno studio dimostra che le proprietà della radice riducono fino al 40 per cento la nausea post-terapia. Ma lo zenzero è un anti-vomito buono e naturale per tutti, in viaggio o in gravidanza.

Viene consigliato alle donne in gravidanza, durante i viaggi in caso di cinetosi. E anche durante la chemioterapia. Di cosa stiamo parlando? Dello zenzero e della sua capacità di contrastare il senso di nausea e di vomito. Ad avere queste proprietà è la radice della “Zingiber officinale”, una pianta tropicale con splendidi fiori verde-viola e con uno stelo profumato.


Durante la chemio

Lo zenzero non sostituisce le cure che possono essere prescritte durante le chemioterapia in caso di nausea e di vomito, ma può rappresentare una soluzione cosiddetta complementare. A dimostrarne l’utilità è anche uno studio che è stato condotto su oltre 400 persone dai ricercatori dell’University of Rochester Medical Center. I risultati hanno dimostrato che si può ridurre la nausea post-chemio del 40% usando, prima di sottoporsi al trattamento, integratori allo zenzero insieme ai farmaci standard contro il vomito.

Negli alimenti

Lo zenzero può anche essere utilizzato tal quale negli alimenti. Per esempio, un pezzettino di radice ben spellata, insieme a carota, sedano, cipolla e se si viole, patata, rende anche più gustoso oltre che digeribile, il brodo vegetale. Lo stesso vale se viene aggiunto al minestrone di verdura, oppure nella cottura dei legumi.

Nell’acqua

È ideale anche per aromatizzare l’acqua da sorseggiare durante il giorno, insieme a un paio di foglie di menta e alla scorza di limone. E sempre con la scorza di limone, rende la tisana un rimedio antinausea, oltre ad essere ideale anche in caso di digestione difficile.

Candito

Per averlo a “portata di mano” in caso di emergenza, si può infine preparare lo zenzero candito. In rete esistono diverse ricette, presentate dalle principali riviste di cucina. La preparazione richiede circa un’ora e la radice si può preparare a fettine sottili oppure a cubetti, da masticare lentamente in caso di necessità. Attenzione però a non abusarne: il rischio è di ritrovarsi con dolori di stomaco.

Foto di congerdesign da Pixabay

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Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.