Insieme siamo più forti contro il tumore ovarico

2 min lettura Tumori A cura di Cinzia Testa Ultimo aggiornamento:
Insieme siamo più forti contro il tumore ovarico

Parlarne. È questa in sostanza la parola che fa da filo conduttore per tutte le iniziative che si tengono per la Nona Giornata Mondiale su Tumore Ovarico: l’8 maggio 2021. Parlarne, perché solo così è possibile stimolare le donne a sottoporsi a controlli, a non trascurarsi e il mondo accademico a incentivare la ricerca su questa forma oncologica, la più grave tra le neoplasie oncologiche.

La Giornata di quest’anno impone una comunicazione social a causa della pandemia, ma non per questo meno incisiva: si possono inviare testimonianze nella propria lingua con l’hastag #PowerfulTogether . E collegarsi al grande affresco sul tumore ovarico al link https://worldovariancancercoalition.org/biggerpicture/ . E’ anche l’occasione per dedicare qualche minuto ad alcuni punti essenziali, che possono aiutare la diagnosi precoce: se il tumore viene colto quando è in fase iniziale, e quindi circoscritto alle ovaie, la possibilità di sopravvivenza a cinque anni è pari al 75-90%.

Prevenzione e diagnosi dei tumori delle ovaie

Ad oggi non ci sono test di screening efficaci, è vero, ma una soluzione c’è. Vale il consiglio di sottoporsi una volta all’anno a una visita ginecologica di controllo con ecografia. E attenzione a non fare confusione col Pap-test, perché non è la stessa cosa: il pap test serve per la prevenzione del tumore della cervice uterina e non per il tumore delle ovaie.
Il tumore ovarico viene definito ancora oggi il killer tra i tumori ginecologici, perché spesso la diagnosi avviene tardivamente. I disturbi infatti sono vaghi e molte volte vengono curati per diverticolite oppure colite. Ma attenzione. Senza allarmarsi perché il più delle volte non si tratta di carcinoma ovarico, in caso di sintomi che non si risolvono entro un mese, è sempre meglio parlarne col ginecologo.

Fattori di rischio e di protezione

È dimostrato che la pillola contraccettiva protegge dal tumore alle ovaie: nell’arco di cinque anni, ne dimezza il rischio. Inoltre, una volta interrotto il contraccettivo, la protezione permane per un decennio. Va ricordato però che la pillola contraccettiva non è per tutte, anche se ha questo effetto positivo, e per questo va prescritta dal ginecologo dopo avere escluso ad esempio il rischio di trombosi.
Se in famiglia ci sono stati casi di cancro ovarico e mammario, specialmente prima dei 40 anni, è meglio confrontarsi con il proprio medico o rivolgersi a un centro oncologico. Perché circa il 5% dei carcinomi ovarici sono BRCA-positivi. Significa che è presente la mutazione di uno o entrambi i geni chiamati per l’appunto BRCA e contraddistinti dai numeri 1 e 2.

Cinzia Testa

Giornalista scientifica dal 1992, specializzata in comunicazione della salute con particolare attenzione all'oncologia. Esperienza pluriennale in campagne informative e divulgazione scientifica. Vincitrice del premio Giovanni Maria Pace nel 2019 per il giornalismo in ambito oncologico.