Tumore al seno: cos’è e come si sviluppa

Tumore al seno: cos’è e come si sviluppa

È il più frequente fra le donne, con circa 2 milioni di casi diagnosticati all’anno in tutto il mondo e un’incidenza in crescita. Nella lotta contro il tumore al seno la corretta informazione gioca un ruolo fondamentale. Conoscere la malattia aiuta ad affrontarla ma anche a prevenirla.

Il tumore al seno in Italia

In Italia e nel mondo il tumore al seno è la neoplasia più frequente fra le donne. Secondo le ultime stime nel nostro Paese vengono diagnosticati più di 53.000 casi all’anno, un numero in crescita. Ci si ammala di più ma si guarisce anche di più, il tasso di mortalità è infatti in calo (-0,8%/anno), con una sopravvivenza media dopo 5 anni dalla diagnosi dell’87%.

In Italia vivono 800.000 donne che hanno avuto una diagnosi di carcinoma mammario, rappresentano il 44% di tutte le donne che convivono con una pregressa diagnosi di tumore e il 24% di tutti i casi prevalenti (uomini e donne).

Cos’è e come si sviluppa

La mammella è costituita da tre tipi di tessuto: fibroso (o connettivo), ghiandolare e adiposo (grasso). Il tessuto fibroso fa da sostegno alla ghiandola mammaria, ricca di vasi sanguigni, vasi linfatici e fasci nervosi. Le cellule che la costituiscono si riproducono continuamente per mantenere un ricambio continuo e per riparare le cellule danneggiate. È un processo molto complesso che viene regolato da molteplici geni. Con l’invecchiamento e l’interazione con diversi fattori ambientali i geni che regolano il processo di riproduzione e crescita cellulare possono danneggiarsi. Ciò determina una crescita anomala e incontrollata delle cellule (detta carcinogenesi) con il conseguente sviluppo del tumore, che avviene lentamente, nel corso di molti anni.

I fattori di rischio

La causa originaria della malattia non è ancora certa, sono stati però individuati alcuni fattori di rischio che possono influire sullo sviluppo del tumore. Sono distinti in modificabili, sui quali è possibile agire per ridurre la possibilità di ammalarsi, e non modificabili.

Non modificabili

  • Età: con l’aumentare degli anni aumenta il rischio di sviluppare il tumore.
  • Ormoni: I casi di malattia possono aumentare con l’età anche per l’effetto della prolungata esposizione agli ormoni prodotti dall’ovaio prima della menopausa. Sono più a rischio le donne che hanno avuto una prima mestruazione precoce, cioè prima degli 11 anni, e una menopausa tardiva, dopo i 55 anni.
  • Familiarità: È ipotizzabile un aumento del rischio quando in famiglia ci sono casi di tumore della mammella in parenti prossimi come madre, sorella, nonna o zia (sia da parte materna sia da parte paterna).
  • Predisposizione genetica: Alcune mutazioni a carico di specifici geni (come per esempio BRCA1 e BRCA2), se ereditate, aumentano il rischio di sviluppare il tumore della mammella e dell’ovaio.
  • Densità mammaria: le donne con seno denso hanno un rischio da 4 a 6 volte superiore rispetto alle altre a parità di età.
  • Aver avuto un precedente carcinoma alla mammella: può aumentare le probabilità di recidive alla stessa o all’altra mammella.
  • Trattamenti pregressi: la radioterapia, se eseguita sulla parete toracica e/o sulla mammella, può predisporre al rischio di tumore del seno.

Modificabili 

  • Obesità: la tendenza ad ingrassare, specialmente dopo la menopausa, favorendo l’incremento dei livelli di estrogeni endogeni, può costituire un fattore di rischio.
  • Dieta: se eccessivamente calorica e con un elevato apporto di grassi di origine animale, specialmente in menopausa, può aumentare il rischio.
  • Sedentarietà: fare attività fisica regolarmente, anche a bassa intensità come una camminata, porta benefici a tutto l’organismo, aiutando a prevenire numerose patologie, compreso il tumore al seno.
  • Fumo e alcol: per ridurre la possibilità di ammalarsi l’unica soluzione possibile è non bere alcolici e scegliere di smettere di fumare, va evitata anche l’esposizione al fumo passivo, altrettanto nocivo.
  • Terapia ormonale: La terapia ormonale sostitutiva con associazioni di estrogeni e progestinici in menopausa può aumentare il rischio. Meglio chiedere sempre consiglio al proprio medico.

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