Il glossario del tumore al seno: facciamo chiarezza

Il glossario del tumore al seno: facciamo chiarezza

BRCA, HER2, stadiazione…. Sono tanti i termini che vengono utilizzati quando si parla di tumore del seno e non sempre comprensibili.
Ecco allora un piccolo glossario messo a punto con l’aiuto di Catherine Depretto, radiologa senologa Istituto Nazionale dei Tumori di Milano e Spazi LILT.

BRCA 1 E 2

Sono geni che hanno il compito di regolare i meccanismi di riparo del DNA in caso di danni o errori nel corso della replicazione cellulare. Può succedere però che nei geni BRCA1 e BRCA2 si trovino delle varianti patogenetiche: questo fa sì che  questi stessi geni possano perdere la loro funzione di controllo e rendersi direttamente responsabili della predisposizione ereditaria della persona allo sviluppo di determinati tipi di tumore. In particolare, le forme tumorali che più frequentemente si associano a varianti patogenetiche dei geni BRCA1 e BRCA2 sono i tumori della mammella e dell’ovaio.

CISTI

Sono delle piccole formazioni sacciformi, cioè a forma di sacco, solitamente piene di liquido, che si sviluppano nell’ambito del tessuto mammario e che si modificano, in sostanza si gonfiano e si sgonfiano, a seconda della fase del ciclo mestruale. Sono piuttosto comuni nelle donne in perimenopausa e, talvolta, si manifestano in associazione alla mastopatia fibrocistica.

DENSITA’ MAMMARIA

Indica la percentuale di tessuto ghiandolare presente nella mammella. Per inciso, la mammella è formata da due tessuti, quello adiposo e quello ghiandolare: più è rappresentato il tessuto ghiandolare, maggiore è la densità della mammella, che viene considerata tra i fattori di rischio del tumore del seno.

ESTROGENI

Sono i principali ormoni sessuali femminili. Livelli alterati di estrogeni possono favorire l’insorgere di tumori al seno. Alcuni tipi di tumore al seno esprimono dei recettori per gli estrogeni e questo legame ormone-recettore può portare a una proliferazione esagerata di cellule e allo sviluppo di un tumore.

HER 2

È un recettore che può essere presente in eccesso sulla superficie della cellula del tumore mammario. I dati dicono che sono HER2 positivi, così vengono classificati, nel 20-30% dei casi. Numerosi studi hanno evidenziato l’associazione tra l’amplificazione di questo gene e una peggiore prognosi: si presentano infatti generalmente come forme più aggressive rispetto a quelli classici ormono-dipendenti.

IMMUNOTERAPIA

Attualmente viene considerata l’ultima frontiera della lotta al cancro e si basa sul concetto rivoluzionario di combattere i tumori come se fossero un’infezione, ovvero “armando” il sistema immunitario del paziente in maniera tale da riconoscere le cellule tumorali e annientarle tramite l’utilizzo di anticorpi monoclonali. 

LINFONODI

Sono piccoli organi tondeggianti, costituiti di tessuto linfatico, e si trovano lungo il decorso dei vasi linfatici nelle cosiddette stazioni linfatiche. Qui si producono i linfociti (cellule del sangue appartenenti ai globuli bianchi) e si svolgono importanti processi difensivi nei riguardi di agenti esterni patogeni. Le ascelle sono una delle stazioni linfatiche e i linfonodi presenti in questa zona vengono esaminati in caso di tumore del seno.

MASTECTOMIA

È l’asportazione chirurgica di una mammella; tale intervento si effettua solo in determinati casi ed è sempre associato ad una ricostruzione che prevede varie tecniche, dall’inserimento di protesi a ricostruzioni con lembi cutanei per ridurre l’impatto psicologico sulla donna.

NODULO

È una massa solida che si viene a formare all’interno della ghiandola mammaria. Può essere benigno come ad esempio i fibroadenomi o maligno come i tumori.

QUADRANTECTOMIA

È  l’intervento di chirurgia mammaria di prima scelta introdotto dal Prof. Veronesi nei primi anni 80, eseguibile in caso di diagnosi in uno stadio precoce. Prevede l’asportazione della massa tumorale con una quota di tessuto sano circostante ed è di solito associato alla radioterapia e alla biopsia del linfonodo sentinella.

STADIAZIONE

E’ un modo per descrivere in maniera schematica quanto è grande un tumore e quanto si è esteso rispetto alla sede originale di sviluppo.  Quasi tutti i sistemi di stadiazione rilevano: le dimensioni del tumore primitivo (T),  il coinvolgimento dei linfonodi (N) e la presenza eventuale di metastasi a distanza, cioè di cellule tumorali migrate tramite il sangue dalla sede primaria in altri organi (M). Dalla combinazione di questi elementi si può ricavare una descrizione molto dettagliata del tumore e della sua estensione.

TERAPIA ORMONALE

E’ una terapia adiuvante, così chiamata perché viene effettuata dopo l’intervento chirurgico,  molto importante e utile. Viene associata nella cura dei tumori che esprimono i recettori per gli estrogeni. A seconda del tipo di terapia,  permette di bloccare i recettori degli estrogeni attraverso un farmaco chiamato tamoxifene, oppure di impedirne la produzione se vengono utilizzati principi attivi della famiglia degli inibitori delle aromatasi, cioè letrozolo, anastrozolo ed exemestane. 

TEST GENOMICO

Consente di individuare la biologia del tumore della paziente fornendo informazioni riguardanti l’aggressività in stadio precoce, la sua capacità di crescita e di diffusione, nonché la capacità di risposta al trattamento chemioterapico. Questo permette un migliore piano terapeutico personalizzato

TRIPLO NEGATIVO

Il nome “triplo negativo” deriva dal fatto che questo specifico tipo di tumore al seno, a differenza di altri tumori mammari,  non esprime né i recettori per gli estrogeni e per il progesterone né il recettore per l’HER 2. Rappresenta il 15-20% circa di tutti i cancri della mammella,  colpisce in genere donne giovani, ed è caratterizzato da una maggiore aggressività e che più spesso causa metastasi a distanza.

TUMORE AL SENO

Il tumore della mammella o carcinoma mammario è una malattia dovuta alla moltiplicazione incontrollata di alcune cellule della ghiandola mammaria, che si trasformano in maligne. Fra i sintomi che potrebbero indicarne la presenza ci sono noduli palpabili, anche se si spera sempre di effettuare una diagnosi precoce, cioè prima che i noduli siano per l’appunto palpabili, lesioni radiologiche sospette (non palpabili), microcalcificazioni di dubbio significato clinico e secrezioni ematiche, cioè di sangue, del capezzolo.

Photo Credit: FreePik


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